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Domina la precarietà, nel calcio italiano. La lista dei problemi in sospeso si allunga, senza che si riesca a trovare soluzioni compatibili e condivise sui tanti punti critici in ballo. Riunioni su riunioni vengono convocate per decidere qualcosa, ma poi non si decide (quasi) mai nulla.

Martedì 25 ottobre, presso la sede della Lega Serie A, si tiene un’assemblea ordinaria nella quale si discuterà per l’ennesima volta di come ripartire tra i venti club della massima serie nazionale i 200 milioni di euro dei diritti televisivi relativi alla quota sui bacini di utenza.

Qual è il problema? La distribuzione del 30% dei proventi da diritti tv legati al bacino di utenza, che rappresenta una quota variabile, potrebbe continuare a contrassegnare il gap economico tra grandi club e club emergenti. Secondo la Legge Melandri-Gentiloni il 5% di questo 30% sarà distribuito in base al numero degli abitanti del comune di riferimento, mentre sul modo di suddividere il restante 25%  legato alla numerosità dei tifosi afferenti ad ogni singolo club ancora non è stato deciso dalla Lega calcio chi sarà il soggetto terzo chiamato a stabilire quali regole e/o criteri applicare per quantificarlo. 

Le differenze dei ricavi legati al bacino di utenza sono significative. Alcune simulazioni finanziarie paiono confermare che la Juventus, in base al suo bacino di utenza, potrebbe incassare quasi 50 milioni in più della Fiorentina (presa a paradigma delle società emergenti), l’Inter e il Milan quasi 40, la Roma 17, il Napoli 14 e la Lazio 7. 

Quali modifiche introdurre per ridurre questo gap? Per ora la legge è questa e non è soggetta a modifiche. In futuro si potrebbe elevare al 50% (come avviene in Inghilterra) la quota fissa da distribuire in parti uguali tra le società e ridurre al 25% le altre due voci variabili, eventualmente azzerando il 10% relativo ai risultati storici del club (che favorisce eccessivamente le “grandi”) a vantaggio dei risultati ottenuti in campionato. 

Vediamo intanto cosa verrà fuori, sulla spinosa questione, dall’ennesimo incontro tra i venti presidenti di Serie A TIM stabilito dal presidente Beretta. 

So. Gian. – www.calciopress.net

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