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Tra l’Assocalciatori e la Lega Serie A siamo alla rottura? Parrebbe di si, visto che i rappresentanti sindacali dell’Aic abbandonano il tavolo della trattativa e brandiscono la clava dello sciopero. Dopo quella andata a vuoto il 15 settembre scorso, la minaccia di non scendere in campo si sposta ora alle date del 5 dicembre o, in alternativa ancor più ravvicinata, del 10 novembre.

Il presidente Sergio Campana (nella foto) è stato chiaro. La piattaforma della trattativa non fa sostanziali passi avanti, senza considerare che la chiusura del sindacato è totale sui fuori rosa e sui trasferimenti coatti. A questo ostacolo, non da poco, si aggiunge il fatto che i presidenti dei venti club di Serie A hanno aggiunto al pacchetto l’ipotesi di poter licenziare un giocatore dopo solo tre mesi di infortunio (fin qui si era sempre parlato di sei).

Se le parti non si accorderanno entro il 30 novembre, data limite fissata dal presidente della Figc Giancarlo Abete per chiudere il contratto collettivo di lavoro scaduto il 30 giugno, la Federcalcio si assumerà l’onere di fissare le nuove regole.

Il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta, che per oggi ha convocato un’assemblea straordinaria dei venti club della massima serie nazionale in cui si parlerà anche della ripartizione dei diritti televisivi in base ai bacini di utenza, sembra cascare dalle nuvole. Si dichiara sorpreso e afferma che così non si va da nessuna parte. Infine definisce l’ipotesi dello sciopero “grottesca”.

In realtà è da un bel pezzo che il calcio italiano ha imboccato una strada che non conduce in nessun luogo. E’ proprio lasciando irrisolti gli enormi problemi che ci sono sul tappeto che il percorso intrapreso assomiglia sempre più a un tunnel senza uscita. Questo si che è “grottesco”.

Ben venga lo sciopero dei calciatori, in una situazione così mediocremente precaria, se servirà a scoperchiare una volta per tutte il vaso di Pandora in cui si agitano i mille mali del sistema pallonaro italiano. Allora si che si farebbe l’interesse del calcio e dei suoi (disincantati) tifosi. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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