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Ieri mattina si è spento nella sua casa di Avellino, all’età di 71 anni Ciro Vigorito, amministratore delegato del Benevento Calcio e fratello del presidente Oreste. Non ce l’ha fatto quindi il “presidente Ciro”, perché in fondo lui era un presidente aggiunto, a sconfiggere quel male incurabile che da mesi lo stava consumando giorno dopo giorno. La sua malattia Ciro l’ha vissuta nello stesso modo in cui ha affrontato la vita quotidiana, con sobrietà, sacrificio e silenzio. All’apparenza un po’ burbero ma bastava stargli un po’ accanto, dialogare con lui, per capire che il suo animo era di tutt’altra specie. Il vuoto che lascia una persona del suo calibro è davvero incolmabile.

Fino alla fine, fin quando il suo fisico debilitato glielo ha permesso, non ha mai rinunciato al suo lavoro quotidiano presso la sede giallorossa nonché alla sua presenza costante sul manto erboso dello stadio S Colomba. Uomo di grandi conoscenze calcistiche, giornalista, imprenditore di grandissimo successo, insieme al suo “siamese” Oreste da oltre quattro anni erano a capo della navicella giallorossa, facendosi apprezzare per trasparenza, solidità e programmazione. Presidente, tra l’altro, del settore giovanile giallorosso che proprio lo scorso anno e precisamente nel giugno del 2009, gli aveva regalato una delle più belle soddisfazioni della sua vita ossia lo scudetto conquistato dalla “sua” Berretti, i cui componenti erano trattati da Ciro più da figli che da calciatori.

In tanti a Benevento sono rimasti colpiti dalla triste notizia, anche chi probabilmente col calcio non ha nulla a che fare, segno questo che Ciro Vigorito è stato apprezzato prima come uomo e poi come dirigente. L’ultima sua presenza ufficiale al Santa Colomba si è avuta nella partita di campionato contro la Ternana dello scorso 3 ottobre, dove proprio forse per un segno del destino il suo “figlio calcistico” Antonio Vacca Junior siglò la terza rete per il Benevento, dedicandogli, direttamente dal campo, con eloquenti gesti la marcatura.

L’intera rosa giallorossa, sebbene con grosso sacrificio, ha ripreso oggi pomeriggio la preparazione in vista della delicata partita di domenica contro la Lucchese; ma siamo certi che Ciro Vigorito avrebbe voluto così. Il suo motto è stato sempre lavoro, serietà e sacrificio per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il suo esempio sarà per sempre ricordato dai tanti che hanno avuto il piacere di conoscerlo ed è questo, che rende immortali persone semplici, ma nello stesso tempo speciali… Ciao Ciro   

Gianluca Napolitano – www.calciopress.net

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