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Sergio Mutolo

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Siamo davvero certi che la telenovela Italia-Serbia sia finita come doveva finire? Non del tutto, a leggere tra le righe la decisione della Commissione Disciplinare Uefa chiamata a dirimere il caso della partita sospesa il 12 ottobre scorso al Ferraris di Genova per le intemperanze degli ultranazionalisti serbi (nella foto).

Certo è arrivato il previsto e prevedibile 3-0 a tavolino, imposto dal regolamento. Grazie a questo risultato la Nazionale di Cesare Prandelli consolida il suo primato nel Gruppo C di Euro 2012. Con dieci punti in classifica gli Azzurri sono in testa e tengono i rivali serbi, fermi a quattro, addirittura a sei lunghezze.

Va detto però che le richieste del pubblico ministero, l’avvocato svizzero Jean-Samuel Leuba, sono state dimezzate dalla Disciplinare. In particolare risultano cassate le tre partite a porte chiuse (ne è rimasta solo una) e l’esclusione da Euro 2012 per due anni con la condizionale.

In conseguenza di tale decisione la Serbia giocherà a porte chiuse solo la gara del 25 marzo 2011 con l’Irlanda del Nord. Ma il 7 ottobre giocherà regolarmente in casa, al “Maracanà” di Belgrado, la partita di ritorno con l’Italia. Sarà una bolgia, come è da immaginarsi. La Uefa ha deciso che la Nazionale Azzurra vada nella tana del leone. Ne vedremo delle belle.

L’immagine del calcio italiano ne esce quanto meno appannata. E’ vero che a Nyon ha ottenuto la vittoria a tavolino che voleva, ma resta agli atti l’ammenda di 100mila euro e la condanna a disputare una gara a porte chiuse  (seppure con la sospensione condizionale della pena).

La Serbia inoltrerà ricorso al Jury d’Appel, come ha confermato il presidente della Federcalcio Karadzic. Il suo omologo della Figc, Giancarlo Abete, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in tal senso. Ha solo fatto sapere che deciderà in merito nei prossimi giorni.

Secondo la Disciplinare della Uefa non tutto, a Genova, ha girato per il verso giusto sotto il profilo organizzativo. A prescindere dai disordini fomentati da Ivan Bogdanov e dal suo gruppuscolo, sono state rilevate censure sul modo in cui essi sono stati gestiti. La pesante sanzione applicata nei nostri confronti ne è la prova provata.

Il portavoce dell’Osservatorio Roberto Massucci, presente a Nyon, ha sostenuto ieri che “il sistema paese ne è uscito alla grande”. Su quali dati oggettivi basi questa valutazione, alla luce della stangata inflitta al calcio italiano, resta francamente incomprensibile.   

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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