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John Mackintosh Foot (Londra, 1964) è uno storico inglese laureato a Oxford nel 1986. Nel 1991 ha ottenuto a Cambridge un PhD con una tesi sui movimenti socialisti a Milano negli anni 1914-1921. Ha pubblicato nel 2006 “A History of Italian Football”, corposo saggio di storia critica del calcio in Italia. Un testo che analizza le vicende dello sport e i suoi influssi nei diversi aspetti della storia nazionale. In Italia il volume è stato pubblicato con il titolo “Calcio, 1898-2007, Storia dello sport che ha fatto l’Italia” (Rizzoli, 2007). Nell’inserto D-Repubblica uscito sabato scorso (pag. 74), Foot è autore di un breve ricordo sul calcio italiano della fine anni ’80. E’  legato a un Fiorentina-Napoli del lontano aprile 1989. Si parla di curva Fiesole, di tifosi, di Baggio, di Borgonovo, di Maradona. Si prova a raccontare, in poche righe, un calcio che non c’è più. Al suo posto ci ritroviamo quella specie di obbrobrio che è diventato il calcio moderno, dove ogni partita è uguale a quella vista la volta prima e assomiglia a quella che vedremo la volta dopo. Ci piace condividerlo con i lettori di Calciopress (Sergio Mutolo).

“Firenze, Curva Fiesole, Anni ’80, Gloria alla serie A. Aprile 1989. Si gioca Fiorentina-Napoli. Sono in compagnia di mio cugino, che è inglese ma ha vissuto buona parte della sua vita a Firenze, e tifa per il Napoli. Lo stadio è grande e bello, e i colli toscani strabilianti. Uno scenario incredibile, per una partita di calcio.

Siamo in cima alla curva, dietro gli ultrà. Al 25’ arriva un calcio di punizione per il Napoli. A batterlo è Careca, l’attaccante brasiliano. Finisce in rete all’incrocio dei pali, proprio davanti a noi. Sulla curva Fiesole cala un silenzio esterrefatto, mentre sulla sinistra, sotto di noi, i tifosi del Napoli impazziscono. La Fiorentina passa il resto del primo tempo in attacco. Il loro giocatore migliore è un giovane Roberto Baggio, in coppia con un altro attaccante di talento, Stefano Borgonovo. Hanno perfino un soprannome: B2.

Il primo tempo finisce 1-1, con il pareggio della Fiorentina. Dalla panchina si alza un tizio bassottello, che comincia a scaldarsi. Si chiama Diego Armando Maradona. Entra nel secondo tempo, e trascina il Napoli verso la vittoria 3-1. Mio cugino è pazzo di gioia, i tifosi della Fiorentina meno.

Vedere Baggio e Maradona giocare insieme, dal vivo. Fu come andare a teatro. Fu l’ispirazione per studiare la storia del calcio italiano e scriverne.

Ottobre 2010. Alla curva Fiesole non sono più tornato. Lo stadio rimane un’opera architettonica magnifica. Il calcio però è cambiato, e andare a vedere una partita è diventata un’esperienza molto più prosaica e difficile che nel 1989, epoca gloriosa per la Serie A (che ormai si è chiusa) – John Foot”. 

Il calcio che girava intorno 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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