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La Nocerina di Auteri è da sola in vetta alla classifica. All’Atletico Roma non riesce l’aggancio alla capolista. Stavolta la colpa non è della Juve Stabia,avversario di turno dei capitolini, ma delle condizioni meteo che provocano la sospensione della gara.  

La Nocerina inanella la quinta vittoria consecutiva contro un Taranto mutilato da ben 9 assenze e, sopratutto, con una difesa reinventata. Al “San Francesco” gli ospiti resistono per quaranta minuti, poi la rete di Castaldo cambia il corso della gara. Nella ripresa l’undici di Auteri tenta senza fortuna il raddoppio, mentre i rossoblu solo raramente si affacciano dalle parti dell’inoperoso Gori. Finisce 1-0 per i rossoneri che ora sono da soli in vetta alla classifica. 

E’ ufficialmente in crisi il Lanciano di mister Camplone. I frentani perdono l’imbattibilità tra le mura amiche a causa di una Cavese operaia e affamata di punti. Autentico mattatore della contesa è il giovane talento Camillo Ciano, autore di una doppietta. L’attaccante ventenne ad inizio ripresa (al 3′) si guadagna un rigore, per atterramento del portiere Chiodini, e lo realizza. La seconda rete giunge al 12′: Bernardo ispira il colpo di classe del brevilineo attaccante, che salta l’estremo avversario e deposita in rete. Poco incisivi gli assalti dei padroni di casa nel finale, gli aquilotti conducono in porto lo 0-2 senza particolari affanni.

La vittoria del cuore e anche della tristezza, quella colta dal Benevento ancora scosso dalla prematura scomparsa di Ciro Vigorito, fratello del presidente  giallorosso Oreste. Protagonista di giornata è Felice Evacuo: il bomber stende con una doppietta le resistenze della coriacea Lucchese del neo tecnico Indiani. Sono proprio i toscani a rendersi particolarmente insidiosi nella prima frazione di gioco. La contesa, però, viene decisa nella ripresa da alcuni episodi decisivi: al 6′ l’espulsione per doppia ammonizione del rossonero Bertoli, mentre al 15′ mister Cuttone getta nella mischia il ritrovato Evacuo. Il centravanti non tradisce e al 25′ risolve, da rapace d’area di rigore, un’azione partita da calcio d’angolo. Ma non è finita, perchè sulle ali dell’entusiasmo, lo stesso attaccante sigla il raddoppio al 37′ con un perentorio colpo di testa. In ogni caso la Lucchese non demorde e accorcia le distanze al novantesimo, giusto per rendere più  pepato il finale di match. I cinque minuti di recupero sono da brividi per i campani che riescono, comunque, a conservare il 2-1 fino al termine. 

Il Cosenza che non ti aspetti sbanca il “Presti” di Gela. I lupi mostrano immediatamente i muscoli con un inizio di partita arrembante: al 15′ sono già in vantaggio grazie a Daud che finalizza una bella trama di gioco sull’asse Mazzeo-Biancolino. I siciliani reagiscono agguantando il pari poco dopo la mezzora: il fendente di D’Amico non lascia scampo a Petrocco. Decisiva al 37′ l’espulsione del gelese Petrassi, reo di un fallo da dietro su De Rose. Il Cosenza sfrutta la superiorità numerica due minuti dopo: Mazzeo si guadagna un penalty (atterrato in area da Nordi) e lo trasforma. Lo stesso attaccante griffa, da opportunista d’area, la sua personale doppietta in chiusura di primo tempo. Generosa la reazione dei locali nella ripresa, ma il risultano non si schioda dal 3-1 per i calabresi. Nel dopo gara veementi le reazioni dell’entourage siciliano che contestano alcune decisioni della terna arbitrale. 

Una sconcertante involuzione del Foggia di Zeman. I satanelli cedono in casa al cospetto del Siracusa di mister Ugolotti. Gli ospiti colpiscono quasi in maniera chirurgica. Il castigatore dei dauni è stato l’ex Mancino, autore di una doppietta. Entrambe le segnature sono state realizzate dall’estroso esterno nei primi quarantacinque minuti: al 23′ con una conclusione angolata (su suggerimento di Mancosu), mentre  al 34′ grazie ad un diagonale su respinta dell’ottimo portiere Santarelli. Infatti proprio il numero uno rossonero impedisce un passivo più pesante ai suoi sbarrando la strada alle punte ospiti. L’espulsione di Moi (altro ex), che lascia in dieci i siciliani al 38′ della ripresa, non muta il corso degli eventi. Nel dopo partita i tifosi foggiani sfogano la propria rabbia sul pullman dei siracusani. Per fortuna nessuna conseguenza per gli atleti. 

Occasione persa per il Foligno. Gli umbri impattano 1-1 tra le mura amiche contro il pugnace Pisa. I falchetti passano meritatamente in vantaggio alla mezzora del primo tempo per merito di Falcinelli. L’attaccante capitalizza un preciso suggerimento di Cavagna. Ma gli uomini di Matrecano difettano in cinismo, quanto al 42′ il direttore di gara assegna la massima punizione per l’atterramento dello stesso Falcinelli ad opera del portiere nerazzurro Lanni. Sacrosanta espulsione dell’estremo pisano sostituito dal giovane Adornato (classe ’91). Cavagna, però, conferma la poca freddezza dagli undici metri (4 errori su 5 dal dischetto nell’attuale torneo) sparando alle stelle. Nel secondo tempo, malgrado la superiorità numerica, i ragazzi di Matrecano non riescono a scardinare l’attenta difesa pisana, anzi sono proprio gli ospiti a riversarsi in avanti con la forza della disperazione. Al 51′ gli sforzi dei toscani vengono premiati dal pari siglato da Carparelli su punizione. 

Termina a reti inviolate il derby tra Andria e Barletta. Prevale la paura di perdere fra due compagini a caccia di punti. Tutto questo partorisce un incontro con poche emozioni contrassegnato dal rinnovato gemellaggio tra le due tifoserie. 

Sospeso l’incontro tra Viareggio e Ternana per impraticabilità del terreno di gioco. Una vera beffa per i toscani in vantaggio al 31′ del primo tempo grazie ad una rete di Cristiani. La supremazia dei bianconeri appare netta al cospetto di una formazione umbra eccessivamente arrendevole. L’episodio decisivo, però, avviene al 19′ ripresa: l’arbitro Aureliano sospende l’incontro a causa del diluvio abbattutosi sulla cittadina toscana. I tentativi di fare rimbalzare regolarmente la sfera hanno esito negativo, per questo le squadre rientrano negli spogliatoi. Dopo mezzora si rientra in campo, la partita riprende solo per un minuto prima che il direttore di gara decreti la sospensione definitiva. Le fere possono esultare per la “mancata” sconfitta. Di contro si registra lo scoramento di Marolda e compagni. 

Medesimo destino per il posticipo Juve Stabia-Atletico Roma. Il nubifragio abbattutosi su Castellamare di Stabia costringe l’arbitro Gallo alla sospensione. Risultano vani i tentativi di fare rimbalzare il pallone sul terreno di gioco ridotto ad un acquitrino. Restano delusi i capitolini che, al momento della sospensione (avvenuta al 22′ del primo tempo), erano in vantaggio grazie alla sfortunata autorete del difensore Scogliamiglio. 

Enrico Losito – www.calciopress.net

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