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Ci è arrivata da un nostro lettore italiano, che è nato e vive in Germania, una mail che abbiamo deciso di pubblicare integralmente. Riguarda un articolo pubblicato su Calciopress lo scorso 23 ottobre, dopo la disfatta nel terzo turno della fase a gironi di Champions League e di Europa League (potete leggerlo QUI se volete, ndr). Esprime, con schietta semplicità e come meglio non si potrebbe, lo scoramento di quanti amano il calcio e l’Italia pur essendo costretti dalla vita a vivere lontano dal proprio paese. Persone che hanno un occhio molto più vigile del nostro, assuefatto a un’Italia divenuta paludosa sotto molti profili. Al testo non abbiamo cambiato una virgola, per lasciarne integro il senso.

Il disincanto che traspare da queste parole vale più di mille opinioni paludate. E’ arrivato il momento di dire basta, di riprenderci la nostra dignità calcistica calpestata o, quanto meno, provare a mettere in campo tutti gli sforzi per riuscirci. Lo dobbiamo al calcio, fil rouge della nostra storia nazionale e delle nostre stesse esistenze individuali. Lo dobbiamo, dunque, a noi stessi.

Il primo passo è realizzare un totale ricambio ai vertici del sistema. Il nostro non può continuare a essere un calcio vecchio e malandato, espressione di mentalità obsolete che trovano campo libero in un paese per vecchi. Bisogna che qualcosa si smuova, da subito, prima che sia troppo tardi.

La strada da battere è quella del movimentismo, che deve partire dai tifosi. Sono loro la vera architrave del sistema e la sua unica ancora di salvezza. Se sapranno mobilitarsi in modo capillare sul territorio con incontri centrati sulla denuncia dei problemi e sulle ipotesi di soluzione, come sono certamente capaci, sapranno mettere alle corde chi siede nelle stanze dei bottoni.

Esattamente come è successo e sta succedendo con la Tessera del tifoso. Una card sulla quale, prima o poi, Maroni sarà costretto a mollare la presa. Semplicemente perché sarà comprovato che non è dalla parte della ragione. O no? (Sergio Mutolo).

Questo il testo integrale della mail (regolarmente firmata): “Do ragione su ogni cosa che ha scritto quest’uomo. io vivo in germania e qui si prendono giocho di noi. il calcio italiano e vecchio e mi fa adormentare quando guardo una parita di serie a, anke se c’e il derby inter milan non mi da quell’emozione. la bundesliga ci sta superando o ha gia superato la serie a. in europa non vinceremo piu niente e neanke nei mondiali ho nei europei. e finito il calcio italiano. ci stanno pure superando i francesci. i club italiani non possono vincere piu niente anke comprando messi o cristiano ronaldo. Manca il bel giocho, giochatori italiani giovani che hanno technica e il giocho veloce. c’e ne vorra di tempo pero. nei mondiali del 2006 dio ci ha aiutato ma se non ci muoviamo ora e finita. vorrei dire tant’altre cose ma non ho piu voglia.mi scuso per il mio italiano ma sono nato in germania e volevo comentare questo articolo perche ho la rabbia dentro. anke se non servira a niente. spero che cambiera qual’cosa”.

Calcio nel tunnel, tra diserzione e indifferenza

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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