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Il calcio italiano, già provato da numerosi e dolorosi rovesci, viene fuori con le ossa rotte anche dalla quarta giornata della fase a gironi di Europa League. Un misero bottino di due punti, quello portato a casa dai quattro club di Serie A TIM impegnati ieri sera.

Due pareggi casalinghi a reti bianche per Juventus e Sampdoria, contro avversari non trascendentali come gli austriaci del Salisburgo e gli ucraini del Metalist. Due nette sconfitte per Napoli e Palermo, che pure erano passati per primi in vantaggio. I rosanero perdono 3-1 in casa del CSKA Mosca e i partenopei incassano lo stesso punteggio a Anfield, sotterrati dalla tripletta di un Gerrard in tono minore ma ancora stratosferico rispetto al nostro mediocre tasso tecnico (che fa sembrare tutti gli avversari dei supereroi).

La conseguenza di questo sfascio è un ulteriore crollo del coefficiente Uefa. Nel Ranking i club di serie A sono ormai a distanza siderale dal terzo posto. Il differenziale globale a vantaggio della Germania continua a salire: al momento è +7.081.  Quello della stagione in corso si è attestato a +2.262. Riagguantare i teutonici è ormai una missione impossibile, visto che le squadre di Bundesliga hanno messo il turbo.

Tutto questo accade nell’indifferenza generale, un sentimento assai diffuso nell’italietta dei nostri giorni. Quando si capiranno le conseguenze di questa deriva in ambito internazionale, che costerà un posto in Champions League ai club italiani con tutte le conseguenze negative a cascata che ciò comporta, sarà troppo tardi.

Ci vorranno anni, poi, per metterci una pezza. Se mai qualcuno ci riuscirà.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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