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Nessuna sorpresa e tutto secondo copione: Davide Dionigi (36 anni) è il nuovo tecnico del Taranto in sostituzione di Brucato. Prima esperienza in panchina, dopo una carriera da calciatore consumata tra serie A, B e C. Re Davide ritorna in riva allo Jonio, dopo avere calcato il manto erboso dello Iacovone con la casacca rossoblu per due stagioni (dal 2007 al 2009). Il suo secondo sarà il trentanovenne Passiatore, già tecnico delle giovanili joniche e reduce dalla parentesi dello scorso anno alla giuda della prima squadra rossoblu.

E’ lo stesso presidente Enzo D’Addario a presentare la nuova guida tecnica partendo dagli albori della conoscenza. “Il contatto – afferma- nasce da una vertenza tra Dionigi e la vecchia società. Noi l’abbiamo risolta in cinque minuti. Da allora ci siamo tenuti in contatto”. Il congedo da mister Brucato è presto spiegato: “Non è colpa sua, ma non è riuscito a dare un gioco alla squadra, anzi a calciatori che lui stesso ha scelto. Abbiamo deciso di separarci domenica  dopo la partita. Nella gare precedenti ero stato per tre volte consecutive in panchina, mentre domenica scorsa ho preferito non andarci perchè ho avvertito un brutto presagio”. Vaticini a parte, D’Addario allarga il concetto: “Il Taranto deve creare un gruppo compatto di calciatori. Alcuni, invece, sono stati messi in eccessiva attesa. Per tale motivo dovremo rendere importanti alcuni di loro: quelli in grado di rendere più solida la squadra”.

Lo spartito è sempre il medesimo, dal titolo: “volare basso”. Il patron quasi disincentiva i “sogni di gloria” preferendo un più aleatorio: “Stiamo ponendo le basi per il futuro, vorrei avere una società solida tra qualche anno”. L’eloquio è fluente, come di consuetudine, D’Addario rispedisce al mittente gli epiteti di “mangia allenatori”. Giustifica le scelte passate tra tecnici esonerati ed altri dimessi. Si parla di “allenatori-manager” in stile inglese, ma questa non è la sede adeguata per sviscerare l’argomento. La terminologia, a volte, è sprezzante; a tratti, invece, diventa ingenerosa per qualcuno. Si affronta un terreno minato, se si parla di “scommessa allenatore”. “Non gioco a carte” ribatte. “Dionigi – prosegue- lo apprezzo per il suo modo di presentarsi. Magari non sono un esperto di calcio, ma conosco le persone, in particolare dai gesti e dalle modalità in cui si pongono. Il Taranto ha bisogno di avere alla guida gente giovane che possa valorizzare anche elementi tenuti, al momento, ai margini. Dunque, non credo che sia una scommessa”.Il ritorno di Passiatore in panca (seppure nel ruolo di secondo), dopo la breve parentesi in chiaro-scuro della scorsa stagione, richiede delle giustificazioni. La difesa presidenziale è risoluta: “Passiatore si sarebbe trovato nei play off, se Bremec non fosse incappato in due giornate negative. Con questo non voglio colpevolizzare il nostro portiere, a cui abbiamo rinnovato il contratto”. Un tocco fugace sul mercato. Sull’argomento il patron è quasi categorico: “Forse opereremo poco, magari dovremo mandare via qualche calciatore”.

IL DIONIGI PENSIERO. E’ felice come un adolescente il nuovo tecnico rossoblu che esordisce così: “Ben trovati a tutti quanti”. Il ghiaccio è rotto, conseguenti i ringraziamenti alla proprietà per l’opportunità concessagli in una grande piazza, della quale,ovviamente, conserva un ottimo ricordo. I deja vu sono dietro l’angolo, Dionigi in parte gli asseconda e gli utilizza per il suo credo calcistico. “Grinta, aggressività e voglia di vincere. Queste sono le caratteristiche che devono avere le mie squadre. Sostanzialmente dovranno rispecchiare il mio carattere”. Si balza, prematuramente, al prossimo impegno con il Lanciano: d’obbligo un passo indietro. Doveroso parlare di impianto tattico e della rosa a disposizione. “Cambierò qualcosa. Ci sono calciatori che vorrei utilizzare in modo diverso già da domenica prossima. Sono avvantaggiato, perchè ho a disposizione un gruppo unito che ha voglia di lavorare. Penso che la squadra possegga un notevole potenziale offensivo. Il modulo? Non disdegno il 3-4-3, ma prima dovrei conoscere bene i calciatori”. Appunto per questo viene tirato in ballo Passiatore, il suo secondo. Il racconto parte dalla scorsa estate: “Avevo la possibilità di accasarmi, ad inizio anno, in un altra squadra (la Ternana) insieme ad uno staff tecnico. Poi questo club ha effettuato altre scelte. Ovviamente venendo a Taranto, avevo la necessità di  essere affiancato da un secondo che conoscesse bene l’ambiente e i calciatori a disposizione. Per questo la scelta è ricaduta su Passiatore. Chiaramente la mia decisione è stata avallata dalla società”. Ma torniamo al prossimo impegno in campionato. “Sono contento di andare a Lanciano ed affrontare subito una gara insidiosa. Ho una settimana di tempo per preparare l’incontro ed auspico una reazione nervosa da parte della squadra. Non ho paura della partita che mi attende, anzi queste sono le cose belle e gioiose della vita”. Si tirano in ballo i suoi maestri scomodando anche Fabio Capello. Ma qui davvero servirebbe la macchina del tempo. Allora meglio disquisire sull’attuale torneo: “E’ sicuramente equilibrato, ma i veri valori verranno fuori alla distanza. Tutto si deciderà nell’ultimo mese e mezzo di campionato. La nostra è una buona squadra, anche se al momento siamo distanti 7 punti dalla Nocerina che è in testa. Credo sia importante rimanere agganciati al prime posizioni fino alla fine”. Il pensierino finale è border line: ci sembrerà difficile chiamarlo mister, dopo averlo vissuto da calciatore. Il brivido scorre e lo personalizziamo: sarà forse che anche noi stiamo invecchiando.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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