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Il calcio italiano somiglia a una barca che non riesce ad andare per mare. Resta sempre più spesso ferma in rada. Ogni tanto prova a fare il giro del porto, pilotata da un nocchiero abborracciato. Tenta anche di avventurarsi in mare aperto, ma rientra precipitosamente all’ancora per non affondare.

Eppure una barca dovrebbe fare solo ciò per cui è stata costruita. Andare per mare tutte le volte che il tempo lo consente. Saper sfidare, quando occorre, l’inclemenza degli elementi atmosferici. E’ proprio in queste situazioni difficili, anzi, che si mette alla prova la consistenza dello scafo. E’ allora che spicca la bravura del nocchiero, che sa tenere la barra dritta al timone di uno scafo che fa acqua e riesce a governare le vele squarciate dal vento.

La gente, che un tempo si imbarcava per avventurarsi in viaggi emozionanti e coinvolgenti, prova ogni tanto a salire a bordo per vedere l’effetto che fa. Finisce però per ritornarsene a casa ogni volta più delusa e disincantata.

Bisognerebbe fare qualcosa per rimettere in sesto quella che era una barca e si sta trasformando in un ferrovecchio malandato. Tutti dicono però che non c’è niente da fare. Bisogna accontentarsi. Non si può e non si deve rimpiangere un passato tristemente evaporato. La barca è quella, punto e basta. Si deve prendere il poco che sa ormai concedere. E così la gente si abitua alla rassegnazione.

Quello che manca, soprattutto, è una guida. Chi sia davvero capace di riprendere in mano la situazione e rimettere in sesto lo scafo, per tornare ai viaggi di una volta.

Per farlo occorrerebbe saper risvegliare in tutti la voglia del mare aperto e infinito. Perché la gente che ama il mare ha sicuramente la voglia di ritrovare le sensazioni che provava e non prova più. Allora si che la smetterebbe di limitarsi a guardare, imbambolata, lo scorrere patetico dei giorni e spingerebbe perché si costruisca una nuova barca che torni a essere conforme ai propri desideri.

Uno sforzo immane, in tempi così opachi. C’è davvero in giro qualcuno in grado di assumersi un compito simile? Questa è la domanda.

Se vuoi costruire una barca
non radunare intorno a te
persone che cerchino il legname,
preparino gli attrezzi,
distribuiscano i compiti,
ma risveglia in queste persone
la voglia del mare aperto e infinito”

(Antoine de Saint-Exupéry, “Cittadella”).

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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