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Da tempo Calciopress dedica ogni attenzione al progressivo svuotamento degli stadi italiani (dalla serie A, alla serie B e passando per la Prima Divisione di Lega Pro): segnala i numeri statisticamente in calo nelle varie categorie e prova ad analizzarne le ragioni.

A Firenze si sta aprendo, sotto questo aspetto, un fronte di discussione utile per cercare soluzioni compatibili. E’ la strada giusta da battere: non è facendo finta di nulla e/o astraendosi da un problema reale che si può pensare di risolvere le cose che stanno andando in malora.

Va in questo senso una prima interessante analisi di Leonardo Bardazzi sul Corriere Fiorentino (inserto locale del Corriere della Sera) in edicola oggi, integralmente riportata dal sito web violanews.com, che vorremmo condividere con i nostri lettori. Parte da un dato indiscutibile: il crollo degli spettatori allo stadio Franchi di Firenze per assistere alle partite interne della Fiorentina e la tristezza nel vedere la curva Ferrovia quasi deserta. La squadra viola, in questa stagione, ha avuto una media spettatori (22.873) nettamente inferiore a quella dell’anno passato (27.428): un crollo di cui si cerca di capire le ragioni valutandole dal punto di vista degli utenti finali, cioè degli ultras (nella foto: i “non tesserati” del parterra di Curva Fiesole) e dei tifosi da stadio che non vogliono piegarsi al ricatto delle pay tv.

Molto pregevole anche una seconda analisi di Roberto Vinciguerra (con la collaborazione di Dodicesimo Uomo “la voce dei tifosi viola”) tratta sempre dal sito web violanews.com: si evince che ben 3.434 abbonati viola (1 su 5) non si sono recati allo stadio sabato pomeriggio per assistere alla partita Fiorentina-Cesena giocata alle ore 18. Un dato statistico su cui varrebbe la pena di riflettere a fondo per capire a quali degenerazioni può condurre un calcio moderno non correttamente pilotato. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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