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C’è stato un tempo in cui la Giustizia sportiva era il fiore all’occhiello della Figc guidata dal presidente Giancarlo Abete: molto più rapida ed efficace di quella ordinaria (affliita da una mezza paralisi).

Da un pezzo le cose sembrano cambiate in peggio. Su Calciopoli 2 il procuratore federale Stefano Palazzi (quanto mai celere nel definire Calciopoli 2006) era partito con un vantaggio enorme rispetto a quella ordinaria che sta tirando le fila a Napoli. Ora invece il procuratore, in scadenza di nomina a giugno 2011, rischia uno storico sorpasso.

Salvo intoppi dell’ultima ora la dottoressa Teresa Casoria, combattivo giudice della IX sezione del tribunale penale di Napoli, può arrivare il 14 dicembre a chiudere la fase dibattimentale del processo penale che coinvolge 24 imputati (oltre a 50 avvocati e una decina di parti civili) prima che la Figc riesca a partorire una risposta degna di questo nome all’esposto presentato dal presidente della Juventus Andrea Agnelli sull’assegnazione dello scudetto del 2006 all’Inter e chiudere l’indagine sul­le 200 telefonate che da aprile costitui­scono (anche in Federcalcio) il corpo della cosiddetta Calciopoli 2. Le trascri­zioni sono le stesse periziate dal tribuna­le di Napoli e coinvolgono pochi tesse­rati. Una lentezza incredibile e insostenibile, a dirla tutta.

Queste vicende – assieme a quella di Premiopoli e al caso Milito-Motta, ancora in una preoccupante fase di stallo – mettono a serio rischio la conferma di Stefano Palazzi nel suo ruolo federale, soprattutto se passerà la riforma dello Statuto che Abete ha affidato alla Commissione del vice-presidente Tavecchio con la nuova divisione tra Procura e Ufficio Indagini. 

So. Gian. – www.calciopress.net

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