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Il deferimento alla Commissione Disciplinare Nazionale ha scoperchiato il vaso di Pandora. Adesso a Bologna la situazione sembra precipitare.

Si apprende che i giocatori non prendono un euro da mesi, un caso unico tra serie A e serie B. Su impulso della Covisoc sarà inevitabile un secondo deferimento della Procura Federale alla CDN: oltre alla scadenza del 18 ottobre è saltata anche quella del 15 novembre. Si legge che la squadra sarebbe stata sfrattata dal centro tecnico di Casteldebole. I giocatori sono allo sbando e non sanno che pesci prendere.

Questa l’istantanea che arriva da Bologna e fotografa una realtà inattesa dopo il passaggio societario concretizzatosi a luglio, quando l’80% delle quote furono cedute dai Menarini (titolari della Cogei) all’immobiliarista sardo Sergio Porcedda (che in passato aveva provato a prendere prima il Cagliari e poi il Siena).

Ieri sera Renzo e Francesca Menarini hanno indetto una conferenza stampa, nel corso della quale hanno spiegato che il nuovo patron non ha pagato neppure una rata di quanto concordato con gli ex soci di maggioranza né li ha sollevati dagli oneri delle fideiussioni presentate alla Lega Serie A. L’unico titolo che i titolari della Cogei hanno in mano sarebbe una cambiale di tre milioni che non sarà messa all’incasso, poiché potrebbe determinare l’immediato fallimento del club per insolvenza.

L’alternativa prospettata dai due ex soci, che non hanno alcuna volontà di riprendere in mano le redini del club, è quella di trovare al più presto un acquirente. A chi, ragionevolmente, passerebbe per la testa di rilevare una società che versa in condizioni tanto disperate?

I soldi in cassa sono finiti da un pezzo, a quanto è dato sapere. Erano quelli accreditati dalle pay tv, di fatto il solo ufficiale pagatore del calcio moderno. La provvista derivante dai diritti tv si è esaurita a settembre per saldare ai dipendenti le due mensilità arretrate della scorsa stagione. Poi è stato dato lo stop a qualsiasi altro tipo di pagamento. Inevitabili i deferimenti, che ora arriveranno a pioggia in casa rossoblù considerato che le verifiche della Covisoc sono diventate trimestrali. Un giro di vite, quello che sta per attuare la Covisoc, che produrrà effetti nefasti su molte altre tifoserie dell’ormai agonico sistema pallonaro italiano.

Il presidente Porcedda (nella foto) è in chiara difficoltà. Ieri ha incontrato la squadra, salvo poi recarsi dai Carabinieri dove ha presentato una denuncia contro intermediari finanziari che avrebbero approfittato della sua buona fede per truffarlo e spacciargli una fideiussione a valore zero.

La Serie A sembrava indenne dalla crisi incombente. Così non è. Questo è il calcio moderno, una matassa di cui non si riesce più a trovare il bandolo. Ai poveri tifosi non resta che piangere e rassegnarsi, perché il peggio deve ancora arrivare.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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