Connect with us

Pubblicato

il

C’è una data impressa a fuoco nella memoria dei tifosi stabiesi: 17 giugno 1951 (nella foto: lo stadio Romeo Menti). La storia viene riscritta, dopo 44 anni dalla fondazione (1907), con la conquista della serie B. La gloria è sofferta, per questo ha un sapore ancora più intenso: le vespe chiudono la stagione regolare al primo posto, ma in coabitazione con il Foggia. Logica la soluzione allo spareggio che si svolge a Firenze. Gli Stabiesi vincono con un perentorio 2-0 grazie alla doppietta di Cereseto. Era appunto il 17 giugno di una primavera di qualche lustro fa.

Le porte del paradiso, però, si richiudono repentinamente, anzi il club campano viene inghiottito dalle tenebre. Gli anni successivi, infatti, sono segnati da retrocessioni consecutive. Ma al peggio non c’è fine e la società gialloblu fallisce mestamente nel 1953. A prendere in mano le redini del calcio cittadino è la S.S. Juventus Stabia (nata nel 1935), sodalizio militante nel torneo di promozione. Servirà circa un  ventennio per ritornare in serie C. Le apparizioni, comunque, sono fugaci, in quanto le retrocessioni sono repentine. Bisogna attendere l’inizio degli anni novanta per il ritorno in C1 (nell’annata 92-93). Da Castellammare, in quegli anni, transita anche un elemento di spicco del calcio internazionale: Luis Vinicio, tecnico dei gialloblu nella stagione 1991-92. I risultati del campo sono forieri del rinnovato entusiasmo della piazza, malgrado manchi il guizzo finale alla squadra che accarezza il ritorno in serie cadetteria in due circostanze. Nella prima (1993-94) perde la finale play off con la Salernitana; mentre, a un quinquennio di distanza (1998-99), viene nuovamente sconfitta nell’ultimo atto degli spareggi promozione dal Savoia.

Sembra un film già visto, in quanto le annate a seguire segnano un rapido declino tra retrocessioni e l’ennesimo fallimento che si consuma nell’estate del  2001. Si rende necessaria un’operazione di trasformismo, per questo nel 2002 viene acquisito il titolo sportivo del Comprensorio Nola che diventa C. Stabia e infine S.S. Juve Stabia nel 2003. Tutto ciclicamente ricomincia, sembra quasi una catarsi transitare di nuovo dalle categorie dilettantistiche. Stavolta almeno la ruota gira per il verso giusto, perchè, oltre alle promozioni conquistate sul campo, arriva anche il ripescaggio in C1 nell’estate del 2005. I campionati in terza serie risultano indigesti  per le vespe e, in un paio di circostanze, hanno il proprio epilogo ai play out. In ogni caso, nella gare spareggio, gli stabiesi  sono animati dal giusto spirito che gli permette di avere la meglio sull’Acireale nel 2005-06 e, due anni più tardi, sul Lanciano.

La svolta definitiva pare matura: nel 2008 il club ha una nuova compagine societaria formata da Giglio, ex presidente del Sorrento Calcio, e Manniello. I progetti sono ambiziosi, il mercato è prorompente con investimenti economici notevoli. La squadra che inizia il torneo è un’autentica corazzata: Brunner, Ametrano, Biancolino, Amore, Capparella e Grieco sono solo alcuni nomi dello Stabia “grandi firme”. I risultati però latitano, sopratutto per una sorta di supponenza che attanaglia alcune “prime donne”. Alla guida tecnica poi è il caos con allenatori ingaggiati, esonerati e richiamati come Costantini, Rastelli, Morgia e Bonetti. La naturale conclusione di una stagione così cervellotica è l’amara retrocessione consumata ai play out contro il Lanciano. La lezione serve da monito per la stagione 2009-10, nella quale la rosa viene costruita con maggiore raziocinio. Il risultato finale premia i sacrifici societari con la pronta risalita in Prima Divisione della Lega Pro.

Quest’anno, invece, la società ha puntato sul sicuro affidandosi al “sergente di ferro” Piero Braglia, reduce dalla esperienza poco felice di Taranto. Nella composizione dell’organico il trainer toscano ha richiesto una miscela composta da atleti esperti e giovani di prospettiva. Per questo sono giunti in casacca gialloblu i “senatori” Corona, Mezavilla, Fumagalli, Molinari e Danucci (giusto per citarne alcuni); ma anche ragazzi di prospettiva come il nigeriano Mbakogu (classe 1992) e il bomber ventunenne Albadoro. Quest’ultimo rappresenta un’autentica rivelazione di questo primo scorcio di stagione. Chiaramente il credo tattico di Braglia, con il suo aggressivo 3-4-3, richiede i tempi necessari per essere assimilato, sopratutto da una rosa quasi totalmente stravolta. Sono queste giustificazioni sufficienti per un inizio torneo da “diesel”. Nell’ultimo periodo, però, i valori delle vespe stanno emergendo: chiedete informazioni a Nocerina e Atletico Roma. Del resto la storia insegna che a Castellammare sono avvezzi a rialzarsi. Sempre. 

Enrico Losito www.calciopress.net

Annuncio pubblicitario
Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Opinioni7 giorni fa

La Juventus si riprende il talento di Sofia Cantore: sarà qualcosa di travolgente?

👉🏾 Questo articolo era stato pubblicato da Calciopress nel luglio 2022, a futura memoria. Lo riproponiamo, perchè Sofia Cantore ha...

Opinioni4 settimane fa

Coppa Italia Femminile: per conoscere meglio i 16 club di una serie B ad alto potenziale

Domenica 11 settembre prende il via la prima giornata della Fase a Gironi di Coppa Italia Femminile ➡️ il programma....

Opinioni1 mese fa

Serie B Femminile: è possibile l’impresa di far concorrenza alla Serie A?

Da subito Calciopress ha ritenuto opinabile e affrettata la scelta di entrare nell’era professionistica del calcio femminile con una Superlega...

Editoriali1 mese fa

La Nazionale, la Serie A e il professionismo: la lunga estate calda del calcio femminile

Un’estate torrida come non mai. Un caldo infinito, iniziato già a maggio. Roba che, alla lunga, dà alla testa. Non...

Opinioni1 mese fa

Calcio femminile e ‘grande storia’ dei club: solo il tifo non è negoziabile

Il calcio è uno sport bellissimo, a prescindere dal genere. La sua valenza sociale riposa nella trasversalità del tifo, che...

Nazionale2 mesi fa

Nazionale Femminile: il supporto Rai è stato un ‘flop’ per la crescita del movimento?

La Rai ha puntato molto sulla Nazionale Femminile. Secondo Andrea Fagioli, opinionista di ‘Avvenire, è stato un flop mediatico ➡️...

Editoriali2 mesi fa

Campionato Europeo: se il calcio femminile diventa qualcosa di travolgente

✅ Inghilterra-Svezia di ieri sera è stata gioia pura per gli occhi. La ciliegina sulla torta? Il magnifico gol di...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi