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Sergio Mutolo

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L’Old Trafford, la casa-stadio del Manchester United, ha compiuto cento anni il 19 febbraio 1910. Bobby Charlton lo definì “Theatre of Dreams”. Una storia lunga un secolo. Un monumento (perché di questo si tratta) che ricorda quanto il calcio sia un un fatto culturale e quanto a definirlo contino i tifosi, che  ne sono l’anima pulsante.

Chi avesse voglia di ripercorrere la storia del calcio (e non solo), dalla fase pionieristica dei primi anni del secolo scorso fino al modernismo esasperato dei nostri tempi (che ne sta, forse, corrodendo le radici), non dovrebbe fare a meno di visitare almeno una volta nella vita il mitico Old Trafford.

La casa-stadio dello United sorge alla periferia di Manchester. Bobby Charlton lo ha definito “Theatre of Dreams” (“Teatro dei Sogni”). E’ proprio questa la sensazione che ispira a quanti hanno la ventura di frequentarlo dal vivo, come spettatori.

Il suo prato color smeraldo è stato calcato da giocatori che hanno fatto la storia del calcio.  Lo stesso Bobby Charlton, George Best, Dennis Law, Eric Cantona, David Beckham, Ryan Giggs, Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney. Nomi indimenticabili. Che hanno fatto transitare questo sport bellissimo dall’era post-industriale a quella post-televisiva, in un lungo e fantastico itinerario.

Anche l’Old Trafford ha dovuto sottostare, a un certo punto della sua storia, alle modifiche strutturali introdotte dalla commissione Taylor dopo la tragedia di Hillsbrough (che coinvolse a Sheffield i tifosi del Liverpool). Venne resa obbligatoria la conversione delle tribune. I posti furono integralmente trasformati in  posti a sedere, quando quelli in piedi erano circa la metà del totale. L’impianto moderno e tecnologico dei nostri giorni può ospitare 75.957 spettatori. Rappresenta l’altra faccia della rinascita dello United, iniziata a partire dagli anni novanta.

Un’epopea raccontata in modo sublime dal regista Ken Loach, accanito tifoso dei Red Devils, nel suo ultimo film “Looking for Eric“ (“Il mio amico Eric”). Una pellicola interamente dedicata a “Le Roi” Eric Cantona e a tutti gli innamorati del gioco del calcio. Sullo sfondo delle vicende che coinvolgono il grande attaccante francese, domina incontrastato il prato verde dell’Old Trafford con le sue tribune ingolfate di gente (è raro vedere spazi liberi durante le partite dello United).

Sul piazzale dell’East Stand troneggia il monumento dedicato a  Sir Matt Busby, Osserva severo i tifosi che si avvicinano allo stadio, per ricordare a tutti che il calcio è una cosa maledettamente seria e tremendamente bella. Il secolo di vita dello stadio-tempio dello United, con il suo carico di ricordi, è il testimone per nulla silenzioso che la storia del calcio (e non solo) siamo noi.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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