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La Nocerina sembra un caterpillar sempre pronto a travolgere l’avversario di turno. Questa volta è il Foggia di Zeman a cadere sotto i colpi di Castaldo e compagni. E’ proprio l’attaccante dei molossi a sbloccare il match al 17′ del primo tempo: il suo piatto destro non lascia scampo a Santarelli. Passano solo otto minuti e i campani raddoppiano per merito di un chirurgico diagonale di Negro. Lo stesso attaccante rossonero chiude i conti al ventesimo della ripresa al culmine di uno spunto personale. Il Foggia? Quasi non pervenuto, anzi praticamente sbalordito dalla veemenza dei padroni di casa. Nei minuti di recupero ci pensa Salomon a ad accorciare le distanze rendendo meno amara la pillola. Termina 3-1 per i nocerini che conservano la vetta in solitaria. 

Una doppietta del solito Clemente manda in orbita il Benevento a discapito dell’Andria. L’attaccante degli stregoni incanala la gara nella ripresa: al 12′ grazie a un diagonale teso e al 31′ direttamente su calcio di punizione. Per gli ospiti la punizione è troppo pesante e, tra l’altro, infarcita dalle recriminazioni per due rigori non concessi dall’arbitro sul finire della prima frazione, oltre ad altrettante reti annullate nella ripresa. Festeggiano, invece, i giallorossi che continuano il loro inseguimento alla vetta della classifica. 

E’ sufficiente una rete per tempo all’Atletico Roma per battere fuori casa la Cavese. Il mattatore di giornata è Ciofani, capocannoniere del girone meridionale, che timbra una doppietta: al 14′ del primo tempo con un tap-in vincente per poi chiudere i conti al 26′ della ripresa con una rete di rapina. Da parte loro, gli aquilotti, in formazione ampiamente rimaneggiata, provano a reagire ad inizio secondo tempo, ma il raddoppio capitolino taglia letteralmente le gambe a Ciano e compagni. Tra l’altro i campani chiudono la gara in nove uomini a causa dell’infortunio di Sifonetti e dell’espulsione, a sei minuti dal termine dell’incontro, di Bachiocchi, reo di un brutto intervento su Barrionuevo. I tre punti fanno comodo ai romani che si rilanciano in classifica, mentre i blufoncè dovranno meditare  sull’ultimo posto in classifica.

 Basta un pallonetto millimetrico di Riccardo Innocenti (al settimo centro in campionato) per riportare il Taranto alla vittoria con la Juve Stabia, dopo oltre mese di astinenza. I tre punti, infatti, mancavano in casa jonica dallo scorso 10 ottobre (Taranto-Lucchese 2-1). Il neo tecnico rossoblu Dionigi bagna così il suo esordio allo Iacovone. Partita non bella, anzi a tratti noiosa. I pugliesi cercano di ravvivarla con alcune trame di gioco ben orchestrate, ma monche nel guizzo finale. A spezzare l’inerzia del match, come detto, è proprio il “cobra” di Alfonsine al 42′ del primo tempo. In sostanza la gara ha poco altro da dire nella ripresa, soprattutto a seguito dell’ingenua espulsione di Raimondi che  lascia le vespe in dieci uomini. A quel punto il Taranto controlla tentando, senza fortuna, il raddoppio in contropiede. Di contro gli uomini di Braglia cercano il pari con poca convinzione. Gli jonici si issano al quarto posto in classifica e possono guardare al futuro prossimo con maggiore serenità. 

Brinda per la vittoria esterna il Siracusa di Ugolotti che sbanca il “San Vito” di Cosenza. I lupi scendono in campo falcidiati dalle assenze per squalifiche e infortuni. Malgrado questo, riescono a portarsi in vantaggio dopo cinque minuti dall’inizio del confronto: Biancolino, in versione assist man, appoggia per il diagonale di Matteini che si spegne alle spalle di Baiocco. I calabresi insistono alla ricerca del raddoppio, ma sono i siciliani ad andare in rete: Cosa ispira Mancino che firma il pari. La seconda frazione è quasi da sbadigli e l’incontro sembra ormai incanalato sul risultato di parità. La beffa, però, è dietro l’angolo e coglie di sorpresa i ragazzi di Somma che si addormentano in difesa. Il siracusano Bufanino ne approfitta siglando 1-2 finale. 

Risorge la Lucchese che rifilata tre reti al malcapitato Foligno. A un primo tempo noioso segue una ripresa scoppiettante: in apertura (al 3′) Marotta porta in vantaggio i toscani che raddoppiano al 36′ in contropiede con Grassi. Tra le due reti dei rossoneri, si segnala la reazione dei falchetti che, comunque, risulta infruttuosa. A quattro minuti dal termine della partita, Costantini griffa la terza marcatura. Finisce 3-0 per l’undici di Indiani: il nuovo trainer può finalmente sorridere. 

Nitride e Nolè salvano la panchina di Orsi (tecnico della Ternana) e mandano al tappeto un Gela in evidente fase involutiva. Al secondo giro di lancette l’esterno rossoverde scaglia un sinistro dalla distanza che batte Nordi, mentre, dieci minuti più tardi, il centrocampista raddoppia sfruttando la corta respinta dello stesso estremo siciliano. I gelesi si riversano in attacco, ma trovano sulla propria strada il portiere Cunzi, che si erge ad un autentico baluardo a difesa dei pali. Gli assalti degli ospiti si rivelano infruttuosi anche nella seconda frazione di gioco. La contesa finisce 2-0 per gli umbri. 

Tanta paura di perdere e poche occasioni da rete in Barletta-Viareggio. Neanche la doppia superiorità numerica in favore dei biancorossi, provocata dalla doppia espulsione dei “viareggini” Onofrio e Marolda, riesce a ravvivare il match. L’unica vera emozione si registra nei minuti di recupero, quando l’incornata di Lucioni si insacca alle spalle di Merlano. Ma l’arbitro annulla la segnatura su segnalazione di fuorigioco del suo assistente. 

Nel posticipo del lunedì, Pisa e Virtus Lanciano si dividono la posta. Il terreno pesante penalizza sicuramente lo spettacolo, ma non ostacola l’eurogol di Carparelli (al 16′ del primo tempo) che porta in vantaggio i padroni di casa. La reazione dei frentani si materializza su calcio piazzato, sopratutto nel primo tempo. Cambia la musica nella seconda frazione, infatti gli abruzzesi entrano in campo più convinti ed agguantano il pari al 15′: la rasoiata mancina di Mammarella risulta letale per il numero uno avversario Lanni. Il Pisa resta in inferiorità numerica negli ultimi dieci minuti di gara a causa di una doppia espulsione: la prima di  Favasuli al 36′, la seconda di Calori (fallo su Mammarella) in chiusura di gara. I nerazzurri, malgrado l’handicap numerico, dilapidano il match ball con Perez.  Il risultato resta inchiodato sull’1-1 fino alla fine. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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