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E’ passato un mese da quando Antonio Cassano (nella foto) è stato deferito al Collegio Arbitrale dal presidente della Sampdoria Garrone. Era il 29 ottobre scorso. Il numero uno del club blucerchiato, investito tre giorni prima da una sfuriata del suo giocatore definita simile a un “raptus”, non ne vuole proprio sapere di fare un passo indietro. A nulla sono valse finora le pressioni dei tifosi per farlo recedere dalla sua rigida pesa di posizione.

Da un mese Fantantonio non dà un calcio al pallone. Vive da semi-recluso, nella sua casa di Nervi, con la moglie Carolina. Pare che abbia trasformato il salone in una palestra, con cyclette e tappeto mobile. Dicono che la sera sul tardi esca imbaccucato per non farsi riconoscere e se ne vada a correre sulla passegiata di Nervi con un trainer di fortuna, per provare a tenersi un po’ in forma. Nonostante tutto si sussurra che abbia preso almeno tre chili e che sia immalinconito come mai.

A 28 anni Cassano, dopo 96 partite e 35 gol con la maglia della Sampdoria che avrebbe voluto indossare fino al termine della sua carriera, deve ancora una volta guardarsi intorno e provare a ricominciare. Si parla di un accordo già pronto con l’Inter di Moratti (cinque anni di contratto a tre milioni e mezzo l’anno). Ma siamo comunqwue nel campo delle ipotesi.

Bisognerà prima attendere le decisioni del Collegio Arbitrale. Il presidente Garrone ha chiesto la rescissione uniltareale per grave inadempienza disciplinare: l’organo federale potrebbe optare per una sospensione temporanea con multa. Fatto sta che la storia di Cassano a Genova, versante Samp, è ormai alla fine.

Ste. Mu. – www.calciopress.net

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