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Sergio Mutolo

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La Commissione Ri­forma Campionati, insediata dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete dopo il bagno di sangue che nel luglio scorso portò alla cancellazione di 21 club (uno di serie B e 20 di Lega Pro), si riunisce per l’ultima volta il 30 novembre.

La Commissione è coordinata da Mario Macalli (nella foto), vicepresidente federale e presidente della Lega Pro. Una categoria che, tra Prima e Seconda Divisione, annovera 90 società sulle 132 previste dallo statuto federale.

Macalli vorrebbe rivoluzionare il format. Si tratterebbe di ridurre il numero di club iscritti da 132 a 108, secondo la regola del “18”. La serie A avrebbe 18 squadre. Due gironi in serie B, formati da 18 squadre ciascuno. Tre gironi di Lega Pro, composti da 18 squadre ognuno. In buona sostanza, verrebbe aumentata di un girone la cadetteria e sarebbe cancellata la Seconda Divisione.

L’ipotesi che una riforma simile possa essere approvata dal Consiglio Federale è, di fatto, uguale a zero. La serie A sta bene come sta, non ha problemi finanziari e può contare per il prossimo biennio sui ricchi introiti delle pay tv. La serie B naviga a vista. Fin qui non è stata particolarmente propositiva, anche se il futuro si presenta buio dopo la scissione consumatasi con la massima serie nazionale.

La Lega Pro, dunque, è l’unica fra le tre categorie professionistiche pronta al cambiamento. Una metamorfosi resa  ineludibile dal fatto che la scorsa estate 20 club tra Prima e Seconda Divisione non furono in grado di iscriversi al campionato. “La prossima stagione potrebbero essere il doppio”, spiega il presidente della Lega di Firenze.

In questa prospettiva Macalli auspica quanto meno di spuntare il blocco dei ripescaggi nel  Consiglio Federale fissato per il 21 dicembre, l’ultimo del 2010. Un annus horribilis per la Federcalcio di Abete, schiacciata da una quantità inusitata di problemi nessuno dei quali ha trovato soluzione.

“Inutile ripescare società che non danno garanzie e che poi non ce la fanno”, spiega Macalli. Gli va dato atto che, sul punto, è sempre stato uno dei dirigenti federali più realisti e senza peli sulla lingua.

La Lega Pro dovrebbe dunque passare in tre anni da 90 a 60 club, suddivisi in tre gironi da venti squadre ciascuno. Il dimagrimento del format sarebbe cospicuo, da 132 si passerebbe a 102 club. Però bisognerà vedersela con l’Aic. L’Assocalciatori  non ci sta a una riduzione tanto drastica e si prepara a dare battaglia anche sul blocco dei ripescaggi.

Il caos regna sovrano in Figc. La Federcalcio del serafico Abete annaspa. Nessuno sembra in grado di decidere niente. Il calcio, intanto, va sempre più alla deriva. E i tifosi hanno già iniziato a disertare gli stadi. 

 Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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