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Mario Macalli (nella foto), presidente della Lega Pro di Firenze, in una intervista rilasciata al quotidiano “La Città”, si dichiara molto preoccupato per la situazione generale della categoria che dirige. Senza tanti peli sulla lingua, come suo solito, ammonisce: “Se ricominciasse adesso il campionato, la metà delle squadre di Prima e Seconda Divisione avrebbe serie difficoltà ad iscriversi”.

Il massimo dirigente della terza e quarta serie nazionale, al termine della due giorni di Consiglio Federale presieduta da Giancarlo Abete, si fa promotore di una robusta cura dimagrante del calcio professionistico italiano. Una riduzione del format che dovrebbe interessare tutti i campionati, ma è imprescindibile per quelli che lui presiede.

“La situazione è critica anche per le società che sono rinate dopo un fallimento perché adesso pure quelle ‘nuove’, che hanno preso nuova denominazione e sono ripartite da un’altra categoria, potrebbero rischiare di fallire”, spiega amareggiato Macalli.

Per questa ragione, come si apprende dalla medesima fonte, ha sollecitato la Covisoc a controlli stringenti. Le nuove norme federali hanno già reso trimestrali le verifiche sui bilanci affidate all’ente di controllo e si attendono deferimenti (con relative penalizzazioni) a pioggia.

A Macalli, però, questo sembra non bastare. Il numero uno della Lega di Firenze avrebbe chiesto infatti alla Commissione di vigilanza sui bilanci delle società controlli molto più rigorosi.

I controlli saranno a tappeto, spiega ancora Macalli a ‘La Città’: “Dopo che hanno controllato, devono ritornare nelle sedi delle società, magari 10 giorni dopo. Devono andare a fondo, devono verificare ad intervalli di tempo meno distanziati di prima, devono controllare la regolarità della documentazione che è stata esibita”.

“C’è una regola sola da rispettare: per fare calcio bisogna avere i mezzi finanziari”, chiosa Macalli e non si può che essere d’accordo con lui.

Il blocco dei ripescaggi, allo stato delle cose, è ineludibile. Macalli ha cjesto e ottenuto da Abete che il tema sia messo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Federale, in programma il 21 dicembre. L’obiettivo, in Lega Pro è di rivedere il format per “passare al massimo in tre anni da 90 a 60 squadre divise in tre gironi per una categoria unica”.  

Redazioneweb – www.calciopress.net    

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