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Prosegue la striscia positiva (8 risultati utili consecutivi) del Siracusa targato Ugolotti. Stavolta a cadere sotto i colpi di Cosa e compagni è il blasonato Taranto, costretto a piegarsi di fronte al cinismo dei siracusani, ma anche vittima dei propri usuali “mali” da trasferta. A risolvere la contesa ci pensa Mancino al 18′ del primo tempo. Il fantasista azzurro sfrutta un indecisione del difensore jonico Cutrupi e batte  Bremec con un preciso pallonetto. La reazione jonica è flebile e si materializza  soltanto con un paio di fiammate consecutive a cavallo della mezzora del secondo tempo.  Troppo poco per raggiungere il pari, perchè i siciliani sono accorti in retroguardia e riescono a controllare facilmente i traversoni che provengono dalle retrovie joniche.

Cronaca. L’incontro non è per nulla accattivante, anzi le due formazioni, soprattutto nel primo tempo, sono maggiormente impegnate a rendere innocue le trame offensive degli avversari. Il Siracusa è sicuramente più intraprendente, ma  il 4-2-3-1 impiantato da Ugolotti trova, di sovente, gli spazi occlusi sulle catene laterali. Allora le uniche soluzioni a disposizione degli azzurri sono le conclusioni dalla distanza. In una di queste la sventola di Mancosu (al 9′) dai venti metri mette i brividi a Bremec, ma la palla sfila al lato. Alla mezzora, invece, la sforbiciata di Mancino è facile preda dell’estremo rossoblu. Di fatto il primo tempo finisce qui. Muta il canovaccio dell’incontro nella ripresa: i padroni di casa rientrano in campo più determinati rispetto alla prima frazione e spingono sull’acceleratore. Al 2′ i siciliani sprecano una buona opportunità per realizzare: Stringari calibra per Petta, il difensore però, da buona posizione, spreca con un innocuo piatto destro. Passano sette minuti e Mancosu tenta nuovamente la fortuna dalla distanza, Bremec è attento e si rifugia in corner. Bisogna attendere l’undicesimo per segnalare la prima occasione di marcata tarantina: l’insidioso tiro-cross dalla sinistra di Garufo viene smanacciato dall’estremo Baiocco. Inizia la girandola delle sostituzioni che, almeno inizialmente, non muta l’assetto tattico delle due formazioni. L’episodio decisivo dell’incontro cade al 18′: lo scatenato Mancosu scodella in area jonica, dove Mancino brucia sul tempo Cutrupi e Bremec gonfiando la rete grazie ad un chirurgico pallonetto. La reazione rossoblu è racchiusa tutta in due circostanze conseguenziali intorno alla mezzora. La prima giunge per merito di un’iniziativa di Garufo che innesca Ciotola: l’esterno rossoblu tira a botta sicura incocciando sulla provvidenziale deviazione di Stringari, che provoca l’angolo. La seconda, invece, arriva sul susseguente corner: Antonazzo, appostato in piena area aretusea, impatta egregiamente di testa rovando la parata in tuffo di Baiocco che si salva nuovamente in angolo. Negli ltimi minuti di gara, il tecnico Dionigi  le prova tutte per riacciuffare la gara: ntra Ferraro al posto di Garufo con il conseguente cambio di modulo dal 3-4-3 originario al 4-4-2. Anche il tecnico Ugolotti corre ai ripari blindando la etroguardia con l’ingresso del difensore Moi che avvicenda Mancosu. La mossa ortisce l’effetto sperato, in quanto gli ospiti non riescono più ad impensierire a squadra siciliana. I cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro servono solo a prolungare l’agonia pugliese.Termina 1-0 per l’undici di Ugolotti che ora può sognare, malgrado la scaramanzia di facciata.

Sala stampa, Soddisfatto nel dopo gara il tecnico rossoblu Davide Dionigi. Non potrebbe essere altrimenti, alla luce dei soliti limiti di tenuta mentale della sua squadra in versione esterna. “Bene nel primo tempo -attacca – ma siamo mancati nei primi minuti venti minuti della ripresa. Non possiamo lasciare tanto spazio alla squadra avversaria. Per questo l’inizio ripresa andava interpretato in maniera diversa. Subita la rete abbiamo anche mancato un paio di circostanze per pareggiarla”. In ogni caso il giovane trainer rende merito alle qualità degli avversari. “Sapevamo – continua – che non sarebbe stata una gara facile. Del resto il Siracusa è reduce da una striscia di risultati positivi. La sconfitta, dunque, ci può stare anche perchè loro ci hanno creduto di più rispetto a noi”. La rete incassata dagli jonici non esenta da responsabilità il difensore Cutrupi, apparso titubante nell’intervento su Mancino. Mister Dionigi, però, preferisce rinviare ogni giudizio: “Cutrupi si è fermato, ma vorrei rivedere l’azione con il supporto delle immagini televisive”. Correggere le omissioni, comunque, è una missione possibile secondo il trainer jonico: “Bisogna lavorare meglio dal punto di vista mentale sulla squadra quando giochiamo fuori casa. Sicuramente possiamo migliorare sotto questo aspetto”. Non si lascia trascinare dai facili entusiasmi il tecnico del Siracusa Guido Ugolotti, malgrado lo score dei siciliani, dal suo avvento, sia da promozione. “Dobbiamo incamerare più punti possibile fino al termine del girone d’andata. Puntiamo a raggiungere 42 punti finali che ci consentirebbero la matematica salvezza. Non bisogna creare false aspettative e creare sogni. La partita? E’ stata equilibrata, le due squadre hanno cercato di interrompere le trame di gioco avversarie chiudendo al meglio gli spazi. Il Taranto è stato bravo a presidiare a dovere le fasce laterali. Del resto loro sono una squadra fisica e organizzata. Da parte nostra siamo stati abili a sfruttare una delle poche opportunità che ci sono capitate. E’ chiaro che queste gare vengono decise da qualche episodio favorevole e non possiamo pretendere di costruire dieci azioni da rete contro una formazione forte come quella jonica. Non siamo stati brillanti come in altre circostanze. Comunque siamo stati cinici e fortunati, oltre all’attenzione e disciplina dimostrata in fase difensiva, dove non abbiamo rischiato quasi nulla sui traversoni che giungevano dalle retrovie. Questo è un periodo in cui ci gira tutto bene”. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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