La possibilità che si materializzi la serrata indetta dall’Assocalciatori in concomitanza con la 16a giornata del campionato di Serie A TIM si fa sempre più concreta. Se l’accordo tra le due parti non sarà trovato entro mercoledì prossimo sarà impossibile, per ragioni di ordine pubblico, organizzare le partite in calendario sabato 11 e domenica 12 dicembre.
Quando il tempo stringe e si va al muro contro muro, tra appuntamenti saltati e irrigidimento sulle rispettive posizioni, la possibilità di trovare un accordo diventa sempre più labile.
Lo ha chiarito ieri il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete (nella foto), quando ha ammesso a denti stretti – dopo un doppio incontro con Beretta e Lotito, in rappresentanza della Lega Serie A, ai quali il parere dell’Alta Corte di Giustizia presso il Coni per la nomina di un commissario ad acta non è andata affatto giù – che “purtroppo ci sono delle difficoltà tra le parti”. Una dichiarazione di questo tenore, arrivata al termine di una giornata di incontri inutili, se non ha il sapore di una resa poco ci manca.
Su sei dei famosi otto punti l’accordo non sarebbe così distante e con un po’ di buona volontà potrebbe anche arrivare. Sugli altri due, il trasferimento coatto e l’allenamento dei fuori rosa, la distanza è ancora siderale. Non si vede come possa essere trovato in uno spazio di tempo così ristretto quando non sono bastati mesi di incontri/scontri.
Osta alla conclusione della trattativa anche il pessimo rapporto tra i falchi dell’Aic, con Campana (nella foto) e Grosso in prima linea, e i due rappresentanti della Lega. L’idiosincrasia dell’Assocalciatori nei confronti del presidente della Lazio Lotito e dell’avvocato Briamonti della Juventus traspare dalle dichiarazioni rilasciate in questo arco di tempo. Un confronto così sbilanciato non dispone ad atteggiamenti troppo flessibili.
Intanto c’è chi ancora spera che, alla fine, prevalga il buon senso. Tra questi il presidente del Coni Petrucci, che lancia qualche frecciata all’Aic: “Mi auguro che sabato e domenica si giochi. Io non tifo per una parte, io tifo perchè si giochi, il calcio è una cosa pubblica. Vedo troppa effervescenza da parte dell’Aic. S dice che tutti i calciatori sono d’accordo, ma non è stata fatta una assemblea. Credo che dopo questa questione, debba essere rivista tutta la materia. Si dice che si fa sciopero per i più deboli, ma domenica i più deboli giocano”.
Sergio Mutolo – www.calciopress.net