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In chiusura di un 2010 che si conferma fino in fondo l’annus horribilis della Federcalcio, il presidente Giancarlo Abete (nella foto) cerca di scongiurare in extremis lo sciopero indetto dall’Assocalciatori. Una decisione che potrebbe avere effetti perversi sul già disastrato calcio italiano.

Alle 12 di oggi Abete, che ha messo in campo forse troppo tardivamente la grinta utile e necessaria in casi come questi, ha convocato le due parti in causa per cercare di comporre la vertenza.

E’ stata messa a punto dal legale della federazione, l’avvocato Giancarlo Gentile, un documento che rappresenterà la base dell’ultima disperata trattativa. E’ ipotizzabile che esso contenga una sintesi dei sei punti sui quali l’accordo tra Lega Serie A e Aic è possibile, riservando ai due temi più aspri (trasferimento coatto e fuori rosa) una norma federale che punisca abusi dei club al limite del mobbing.

Restano solo 24 ore di tempo per lavorare sulla “bozza Gentile”. Scaduto questo termine sarebbe impossibile, per ragioni di ordine pubblico, organizzare le partite in programma tra l’11 e il 12 dicembre per la 16a giornata del campionato di Serie A TIM.

“L’incontro di oggi andrà avanti a oltranza”, ha spiegato ieri in conferenza stampa Abete, mai apparso tanto contrariato come in questa circostanza. “Non vorrei che la questione dei fuori rosa nasconda altre volontà o che magari le due parti siano in disaccordo su tutto. La Federazione proverà a favorire un accordo. Nel caso in cui non ce la dovesse fare, voglio capire bene quali sono le effettive responsabilità”, ha concluso il numero uno del calcio italiano.

Questo è quanto. Per capire l’aria che tira, basti pensare al fatto che la Juventus ha già bloccato la vendita dei biglietti e che il presidente della Lazio Lotito ha preannunciato che arriverà con ritardo all’appuntamento in Figc.

Speriamo che questa assurda serrata venga alla fine congelata in attesa di tempi migliori, anche se l’orizzonte è sempre più fosco nell’ex Belpaese. Per salvare se stesso dalla deriva incombente, il calcio italiano ha bisogno di tutto meno che di questa devastante spaccatura.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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