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Quindicesima tornata di campionato scoppiettante. Negli anticipi pareggia la Roma a Verona contro il Chievo su un campo che definire vergognoso è poco. Bene il Milan che liquida la pratica Brescia in poco più di trenta minuti. Nei posticipi vincono Juventus e Napoli che si attestano al terzo posto in classifica. In zona retrocessione perde ancora il Bari che recrimina per la direzione di gara di Pierpaoli. Al Bologna il derby dell’Emilia Romagna.

Il venerdì: La Lazio liquida con un perentorio 3 a 1 un’Inter quasi irriconoscibile. La squadra di Benitez non riesce a dare velocità al proprio gioco contro una Lazio vogliosa dei tre punti. Troppe le assenze in casa Inter per fare un processo al tecnico spagnolo che, rispetto al suo predecessore, ha solo avuto il demerito di non bussare alla porta del presidente Moratti in cerca di rinforzi e cambiamenti. Per la Lazio continua il momento positivo che la vede attestata nelle zone altissime di classifica di un campionato che potrebbe riservagli ancora delle sorprese positive.

Il sabato: Per trovare un terreno di gioco simile a quello visto a Verona nella gara tra Chievo e Roma, bisogna scendere almeno di cinque categorie. Una vergogna umiliante per chi lo deve calcare e per chi lo osserva dagli spalti. Speriamo almeno che il “padrone” del campo si vergogni dello spettacolo offerto in diretta tv e provveda. Al di là del campo di gioco (ormai il calcio italiano si merita questo e altro) Chievo e Roma hanno dato vita ad una partita tutta grinta, visto che di tecnica non se ne poteva vedere, con i capitolini passati in vantaggio per due volte e per altrettante recuperata dai gialloblu. Un tempo per parte. Il primo a vantaggio dei giallorossi, capaci di capitalizzare le due occasioni da rete con Fabio Semplicio artefice della doppietta. Nella ripresa il Chievo accorcia le distanze con Moscardelli, complice una papera di Julio Sergio. Granoche pareggia le sorti del match dopo che Taddei, confusosi con le doppie linee esistenti al Bentegodi, aveva fatto invertire la rimessa laterale da cui è scaturito il gol del pari dell’uruguaiano. Nel finale espulso De Rossi per una brutta entrata su Moscardelli e nervi alle stelle alla fine del match.

In serata il Milan riconquista in solitario la vetta della classifica, battendo un Brescia che in trasferta non riesce ad imporsi. I rossoneri di Allegri hanno impiegato poco più di trenta minuti per dare il game over ad una gara che non è mai stata in discussione. Troppo superiore il Milan che, con Ibrahimovic e Robinho, ha messo subito i paletti alla gara.

La domenica: Il Cesena non c’è più. Stavolta ad approfittarne è il Bologna di Marco Di Vaio, ancora in gol. I bianconeri producono buone trame di gioco, ma la verve degli attaccanti sembra essersi smarrita da qualche giornata. E quando anche Giaccherini fallisce un’ottima occasione da gol, la parola sconfitta assume contorni ben precisi. Prosegue la risalita della Fiorentina che al Franchi trova tre punti contro il Cagliari e, soprattutto, il ritorno al gol di Adrian Mutu. Ottima la prestazione della squadra di Mihajlovic, mai messa in discussione da un Cagliari che non ha quasi mai impensierito la retroguardia viola. Il lavoro del tecnico serbo comincia a dare i suoi frutti, in attesa di recuperare giocatori importanti per la causa viola. Cade in casa il Lecce del riconfermato De Canio, contro un Genoa cinico e spietato. I giallorossi hanno disputato una partita gagliarda, fatta di ripartenze veloci ma vanificata dalle solite disattenzioni difensive. Esiziali gli errori di Giacomazzi sui gol di Toni e Ranocchia. Per i pugliesi soffia ancora vento di crisi. Di certo il solo Di Michele non può risolvere la sterilità offensiva della squadra del presidente Semeraro. Per il Genoa tre punti che rilanciano i rossoblu verso le zone alte. Avrà anche i capelli bianchi e una certa età, ma se il Parma vince e convince molto del merito va dato a Hernan Crespo che non smette mai di stupire. Contro un’ottima Udinese, brava e sfortunata la squadra di Guidolin, i gialloblu trovano la vittoria grazie ai gol dell’inossidabile bomber. I bianconeri friulani, con il solito Di Natale, avrebbero forse meritato qualcosa in più: di sicuro Guidolin non avrà nulla da rimproverare ai suoi ragazzi. E’ ora che qualcuno faccia capire a chi di dovere che Pierpaoli non ha le capacità per dirigere partite della massima serie. Sia ben chiaro nulla da togliere alla vittoria della Sampdoria sul Bari, ma il fischietto toscano anche in questa occasione ha mostrato tutti i suoi limiti. I blucerchiati, sempre orfani di Cassano, incamerano tre punti che la portano a quota ventitre in classifica (al pari di  Roma, Inter e Palermo). Una posizione che la dice lunga sulle capacità di una squadra che ha saputo mettersi alle spalle in fretta la querelle legata all’esclusione del talento di Bari Vecchia, dimostrando con i risultati che la squadra ha i numeri per essere protagonista anche in questa stagione. Il Bari recrimina (con molte ragioni) per la direzione di gara di Pierpaoli, ma subisce l’ennesima sconfitta che la lascia solitaria all’ultimo posto in classifica.

Il Posticipo: La Juventus c’è. Questo è quanto è emerso dalla vittoriosa partita di Catania, con i bianconeri che soffrono per i primi trenta minuti di gioco per poi affondare il colpo decisivo di chi ha fame di vittoria. Gli etnei, pur giocando un buon primo tempo, nulla hanno potuto contro una Juventus scesa in Sicilia con il chiaro intento di bussare alle porte di un campionato che la banda di Delneri vuole vivere intensamente. I bianconeri passano in svantaggio, riagguantano il pari, superano i rossoblu e di forza chiudono la gara. Un segnale forte a Lazio e Milan. La Juventus vuole esserci, la Juventus c’è.

Il Lunedì: Napoli e Palermo si affrontano in una gara dalle forti emozioni, con le due squadre alla ricerca del ruolo di outsider del campionato. Una partita che i partenopei cercano subito di fare propria con una partenza fulminante. A fermare le folate offensive degli uomini di Mazzarri ci pensano le imprecisioni degli attaccanti e gli interventi miracolosi di un Sirigu in versione paratutto. Ma come nei migliori thrilling che si rispettino, il finale offre emozioni forti a un San Paolo vestito a festa. Minuto ’94, la palla arriva a Cavani in sospetta posizione di fuorigioco: libero in area avversaria l’attaccante serve a Maggio un pallone da spingere in rete. L’esterno partenopeo entra in scivolata con la palla che quasi sta per andare fuori, ma la gamba di richiamo del giocatore permette ai tifosi napoletani di liberare un urlo di gioia. Per la squadra di Mazzarri questo gol vale la terza posizione in classifica.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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