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Una società ai primi vagiti (fondata nel 2003), nata dalle ceneri dell’A.S. Viareggio, quest’ultima sorta, a sua volta, nel 1994. Una resurrezione in stile “Araba Fenice”. Questo è il FC Esperia: club materializzatosi grazie  alla caparbietà dell’allora sindaco viareggino Marco Marcucci.

Non possiamo omettere, però, qualche cenno al passato remoto della prima società della cittadina toscana: il Viareggio Calcio (nella foto: lo Stadio dei Pini) che affonda le sue origini nel lontano 1919. Negli anni del pallone pionieristico, i bianconeri riescono anche a disputare sei campionati in serie cadetta: 4 negli anni trenta e 2 nel decennio successivo. I rimanenti capitoli narrano di tornei spesi tra le categorie dilettantistiche e la serie C. Resta, però, una costante: la passione per lo sport che permette sempre e comunque la rinascita. A tale proposito, una pagina amara viene scritta nel 1994, quando i dirigenti viareggini vengono coinvolti nel ciclone Tangentopoli con conseguente fallimento e revoca dell’affiliazione.

Si riparte dal torneo di Eccellenza Toscana con una nuova denominazione: A.S. Viareggio. Quest’ultima vivrà un capitolo paradossale, perchè, dopo meno di due lustri di risultati alterni tra campionati dilettantistici e C2, si ritroverà nuovamente al punto di partenza: retrocessa in Eccellenza e fallita. Il sindaco della cittadina toscana Marcucci (come detto in precedenza), coadiuvato dall’Amministrazione comunale e da una paio di aziende, prende in mano la situazione fondando la FC Esperia Viareggio. I successi non tardano ad arrivare: nella stagione 2005-06 i toscani vengono promossi in serie D riuscendo anche a vincere la Coppa Italia di categoria. Per celebrare quest’ultimo trionfo viene confezionata una casacca speciale, che viene donata al tecnico Marcello Lippi (viareggino doc) in occasione del “Lippi Day”.

Nella stagione successiva (siamo nel 2006-2007) i bianconeri dominano il proprio girone guadagnandosi l’accesso alla C2. La dea bendata premia i toscani nell’annata 2008-09, perchè il club viene ripescato in Prima Divisione della Lega Pro, malgrado la sconfitta subita contro il Prato nella semifinale play off. Nella scorsa stagione i bianconeri riescono a guadare la salvezza passando dalle “forche caudine” dei play out. La vittima delle zebre è la Paganese, che retrocede in Seconda Divisione a causa della peggiore classifica nella regular session. Infatti entrambe le gare terminano con il punteggio di 1-1.

Per quest’anno la dirigenza bianconera ha scelto un linea ben precisa: tecnico e squadra giovane. Per la panchina è stato scelto in estate Giuseppe Scienza. A lui è stata affidata una rosa di giovani costruita “saccheggiando” le formazioni Primavera di grandi club, su tutti la Juventus. In buona sostanza un occhio al bilancio, alla luce, sopratutto, dei contributi che giungeranno dalla Lega. I toscani infatti, unitamente a Foggia e Foligno, possiedono l’organico con la media d’età più bassa del girone (23 anni). Le poche eccezioni alla regola sono costituite dagli attaccanti Longobardi e Marolda. Quest’ultimo in cerca di riscatto, dopo la passata stagione costellata dagli infortuni.

La salvezza è un obiettivo possibile: il modulo 4-3-3 studiato da Scienza sta fornendo buoni risconti, malgrado un andamento claudicante in trasferta. La maturazione di alcuni elementi potrebbe risultare determinante nel girone di ritorno per limitare i patemi. In ogni caso salvarsi senza soffrire non è una chimera. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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