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Forse sarà il caso di non chiamarlo più nemmeno calcio spezzatino. La Serie A TIM assomiglia sempre più a una disgustosa brodaglia. In una giornata (la sedicesima) nella quale il Milan consolida la sua posizione di capolista (+6 sulle seconde) e la Juventus del biondo Krasic si conferma l’antagonista più qualificata (Lazio battuta all’ultimo tuffo), solo quattro partite si sono giocate all’orario una volta canonico della domenica pomeriggio. Il minimo storico, tanto per capirci.

Dopo la penosa farsa sullo sciopero indetto dall’Assocalciatori, addirittura tre partite sono state giocate di sabato. Di queste due (Palermo-Parma e Udinese-Fiorentina) sono iniziate all’assurdo orario delle 18 e la terza (Genoa-Napoli) alle 20,45 di una gelida notte di dicembre. Le pay tv non si sono fatte mancare il calcio all’ora di pranzo (Bologna-Milan). Con i tifosi felsinei, già provati dalle vicende societarie, costretti a ingoiare anche questo rospo.

Alla resa dei conti, considerato che Juventus-Lazio si è giocata in notturna dentro un Olimpico da mettere i brividi, le partite iniziate alle 15 sono state Brescia-Sampdoria, Cagliari-Catania, Lecce-Chievo e Roma-Bari. Solo quattro partite, nel giorno che una volta era interamente dedicato al rito calcistico. E neppure da leccarsi i baffi, vista la loro intrinseca irrilevanza.

Niente sembra più in grado di fermare la deriva del calcio italiano. Il campionato di Serie A TIM assomiglia a una caccia al tesoro, nella quale i tifosi devono essere bravi a non perdere la bussola di incontri spalmati nel corso della settimana in qualsiasi giorno e a qualunque orario. Alla faccia del rispetto dovuto a quei poveri scemi degli abbonati e dei pochi irriducibili tifosi da stadio rimasti a presidiare gli spalti.

I padroni del vapore proseguono imperterriti per la loro strada, incuranti dello sfacelo che stanno provocando. Sono convinti che la gente non si stuferà mai del calcio, tanto meno di quello passato da pay tv sempre più invadenti e provocatorie (la rabbia contro Sky  e i suoi sacerdoti da studio manifestata da un tecnico mite come Ranieri, docet). Il risveglio, più prima che poi, sarà durissimo per tutti quelli che hanno a cuore il futuro di questo sport.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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