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Sergio Mutolo

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Le clamorose proteste attuate dai giocatori di Catanzaro e Pro Patria, squadre che militano nel campionato di Seconda Divisione Nazionale, mettono ancora una volta a nudo la crisi economica che incombe sulla Lega Pro.

Già nell’estate scorsa ci fu un bagno di sangue: 20 club furono cancellati dal Consiglio Federale e solo 15 furono renitegrati grazie ai ripescaggi. Il saldo negativo fu di cinque società. Ai nastri di partenza il format della Figc non venne ricostituito. La categoria passò dunque da 90 a 85 iscritte.

Quest’anno le penalizzazioni sono partite con largo anticipo, in virtù delle nuove rigorose normative stabilte dalla Statuto federale. I controlli della Covisoc hanno già portato a una raffica di penalizzazioni, ma la via crucis è appena all’inizio. Interessate finora Cavese, Foggia, Foligno, Salernitana e Spal in Prima Divisione. In Seconda Divisione è toccato a Canavese, Catanzaro, Rodengo Saiano, Sangiovannese e Villacidrese.

Nel frattempo è partita una seconda tornata di deferimenti alla Commissione Disciplinare Nazionale, decisa dalla Procura Federale sempre su impulso della Covisoc. Riguarda in Prima Divisione ancora una volta la Cavese e poi la Ternana. In Seconda sono state colpite di nuovo dal provvedimento Catanzaro, Rodengo Saiano e Sangiovannese alle quali si è aggiunta la Pro Patria.

Il 21 dicembre, al Consiglio Federale, Il presidente della Lega Pro Macalli (nella foto) e quello della Lega Nazionale Dilettanti Tavecchio chiederanno il blocco definitivo dei ripescaggi. Non è affatto certo che la loro richiesta sarà accolta, per la prevedibile opposizione dell’Assocalciatori e dell’Assoallenatori. Aic e Aiac temono ripercussioni sui livelli occupazionali dei propri iscritti.

La rabbia di Macalli è giustificata: “Si vota. E, se non passa, conosceremo i nomi dei responsabili. Noi abbiamo proposto tre gironi da 20 squadre ciascuno, un’autoriduzione. Non vogliono far nulla? Lo dicano. Chissa quanti club potranno iscriversi al prossimo campionato”.

I dati riportati dal presidente della Lega di Firenze sono chiari: “Io credo che siano una trentina i club che non pagano gli stipendi. E ora siamo solo a dicembre, figuriamoci a maggio. Una situazione disastrosa. Sarà un campionato pieno zeppo di penalizzazioni. Ma che senso ha?”.

Questa è la situazione della Lega Pro, campionato professionistico a tutti gli effetti, all’alba del 2011. Ha proprio ragione Macalli. Che senso ha continuare così?

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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