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Il presidente della Uefa Michel Platini vuole rivoluzionare il mondo del calcio. Le crisi finanziarie ricorrenti impongono nuovi e più sostenibili modelli di gestione. Il mezzo con cui attuare la riforma sarà il Fair Play Finanziario. Un sistema regolato da una serie di stringenti controlli sui bilanci attuati dal Panel, organo centrale di verifica che si sovrapporrà a quelli nazionali.

Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli (nella foto), lo conosce e lo usa da tempo. Lo ha spiegato ai microfoni di Sky Sport in margine al convegno sul tema svoltosi durante il World Football Show che si è tenuto di recente a Milano.

“Ci sono mille domande da fare su come la Uefa vorrebbe il fair play finanziario. Dico però che noi lo usiamo da 15 anni. È per questo che da noi succedono anche dei fattacci (lo scorso anno venti club di Prima e Seconda Divisione non sono stati iscritti ai campionati per inadempienze a vario titolo, ndr), perché controlliamo. Abbiamo voluto regole più rigide e ne vorremmo di più in futuro. Ben venga che il fair play aiuti a diminuire il gap tra piccole e grandi società. Noi siamo già abituati”, spiega Macalli. Che aggiunge: “Tutto quello che accade in Lega Pro avviene proprio perché noi applichiamo le regole anche di più rispetto a quello già previsto”.

“Sul fair play finanziario noi non abbiamo nulla da imparare”, continua il numero uno della Lega di Firenze (attualmente a capo di 85 società, perché il format di 90 non è stato ripristinato neppure ricorrendo ai ripescaggi, ndr). Macalli aggiunge: “Penso all’estero dove ci sono società che con la legge italiana non ci sarebbero più. Sono entusiasta quando vedo il Real Madrid o il Barcellona giocare, ma scandalizzato quando penso alla gestione finanziaria. Voglio capire come si sistemeranno quando questo sistema entrerà in vigore nel 2012. Ben vengano, ripeto, delle regole che aiutano a gestire il campionato”.

Per quanto riguarda la situazione in Lega Pro, Macalli precisa: “Io punto a una riduzione alle sole squadre sane (la sua proposta è passare in Lega Pro a tre gironi da venti squadre ciascuno, vale a dire scendere da 90 a 60 club iscritti, con due gironi di serie B, ndr). Ora dobbiamo affrontare la situazione contingente e non nego che ora abbiamo più difficoltà dello scorso anno”.

In merito al futuro, tutto è ancora da stabilire: “Non conosco però il numero magico, ma so come ottenerlo. Ci dicono che noi siamo troppi e inflazionati, ma i numeri dicono che per otto squadre retrocesse ne abbiamo avute sette iscritte. Forse va fatto qualcosa sopra di noi. Per ottenere il numero magico, bisognerebbe agire così: il nostro campionato ha costi e ricavi, prima di iscrivere una squadra dovrebbero far vedere quanti soldi ci sono. Agendo così non è escluso che il numero magico sia anche 90”.

So. Gian. – www.calciopress.net

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