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Il Collegio arbitrale non ha accolto la richiesta di rescissione unilaterale del contratto formulata dalla Sampdoria. I giudici, dopo tre giorni di camera di consiglio, hanno interpretato il gesto di ribellione di Cassano  nei confronti del presidente della Sampdoria come frutto di “un momento di follia unico e circoscritto” (nella foto, il giocatore con la maglia della Nazionale).

La condotta di Fantantonio – gli immotivati insulti a Garrone nello spogliatoio alla presenza di mezza squadra – è stata comunque ritenuta meritevole di una sanzione pesdantissima, che farà giurisprudenza in ambito calcistico.

Al fantasista blucerchiato è stata applicata la pena della sospensione dal 29 ottobre 2010 (data della richiesta di deferimento) al 31 gennaio 2011. Inoltre è stato sancito il divieto di allenarsi con la squadra e il congelamento dello stipendio. Infine, a far capo dal 1 febbraio 2011 e fino al 30 giugno 2011, la decurtazione dell’ingaggio nella misura del 50%. Tradotto in cifre, una multa di 3 milioni e mezzo di euro. Un importo che non ha precedenti nel mondo del calcio.

Il caso è chiuso, ma Cassano non sconterà la pena. Il procuratore del giocatore Bozzo ha infatti raggiunto un accordo con l’ad del Milan Galliani. L’aveva anticipato nei giorni scorsi anche il presidente rossonero Berlusconi: “Ora voglio Cassano”. 

L’intesa prevede un contratto fino al 30 giugno 2014 con un ingaggio di 3 milioni netti a stagione. Il fantasista barese si unirà ai suoi nuovi compagni già il 26 dicembre per partecipare alla turnée in Dubai. L’ex blucerchiato non potrà partecipare alla Champions League, avendo già giocato nella Coppa con la maglia della Samp.

Tutto a posto dunque. Soddisfatto anche il ct della Nazionale azzurra, Cesare Prandelli: “Se Cassano tornerà a giocare bene come prima, per lui le porte dell’Italia saranno sempre aperte”. Il caso è definitivamente chiuso.

So. Gian. – www.calciopress.net

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