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La Salernitana, club che disputa la Prima Divisione della Lega Pro, non ha gradito alcune recenti esternazioni del presidente Mario Macalli. La replica della società campana giunge attraverso una lunga nota stampa che compare sul sito web (nella foto: lo stadio Arechi). La riportiamo integralmente. 

Ma il ragionier Macalli rappresenta ancora tutti i presidenti?” 

«Nel calcio ci devono stare solo presidenti che hanno le risorse economiche per affrontare un campionato professionistico – ha affermato in un’intervista Mario Macalli, presidente della Lega Pro –. Basta con le società senza soldi che rovinano l’immagine del calcio e penalizzano il lavoro dei presidenti virtuosi. Siamo ai primi 3 mesi e già ci sono molte difficoltà con società che si sono auto-denunciate per alcuni inadempimenti. Se questo succede dopo 3 mesi figuriamoci dopo 6, 9 o 12 mesi. Se non hanno i soldi per i primi 3 mesi – ha continuato Macalli – dove li rubano poi per il resto della stagione? Chi non ha i soldi va a fare campionati dilettantistici, presto le regole saranno molto più severe. Il 21 c’è il Consiglio Federale durante il quale si parlerà delle nuove norme per le iscrizioni. Se passa un certo discorso presto saremo tutti più tranquilli perché, ad esempio, prima di iniziare un campionato di prima divisione dovrà essere presentata una fideiussione di 3 milioni di euro. Stiamo studiando anche una riforma dei campionati – ha concluso Macalli – ma non serve un numero magico per stabilire quante squadre iscrivere. Devono giocare a calcio solo le società che hanno i soldi per un campionato professionistico altrimenti vanno nei dilettanti». 

Di seguito, una nota della Salernitana Calcio 1919 SpA. 

“Sempre più frequentemente il ragionier Mario Macalli, presidente della Lega Calcio Professionistico, perde eccellenti occasioni per rimanere zitto. Preda di una sorta di furore esternatorio, il ragionier Macalli smarrisce a volte il senso dell’alta funzione istituzionale che è chiamato a svolgere, condendo i suoi sfoghi solitari di minacce, maldestri tentativi di intimidazione, oscure profezie sulle sorti di questa o quella società di calcio. Siffatti atteggiamenti scarsamente si addicono al “presidente dei presidenti”: ad una carica, cioè, che dovrebbe garantire imparzialità e il massimo di tutela per tutti i club di Lega Pro, nessuno escluso. Opportunamente sollecitato da media impegnati solo a sollevare strumentali polveroni, il presidente Macalli si presenta invece come il fustigatore della terza serie, il Grande Risanatore chiamato a risollevare dal pantano un calcio alle prese con una gravissima crisi strutturale. Dal suo dorato eremo fiorentino, compila pagelle e promette sanzioni mulinando, novello San Giorgio, la fiammeggiante spada con cui mozzerà la testa ai presidenti inadempienti. Evita però di spiegare in base a quali ragioni la Lega continua a trattenere, con atto unilaterale e protervo, i contributi dovuti alle società sul minutaggio degli under. La linea scelta dal ragionier Macalli pone una serie di problemi, e chiama i presidenti della terza serie ad un’approfondita riflessione. Il più importante riguarda la rappresentatività degli attuali vertici della Lega. Se, in una situazione di grave emergenza economica simile a quella che il calcio sta attraversando, il presidente di Confindustria cominciasse a ripetere ogni giorno che vanno chiuse tutte le aziende in sofferenza, come minimo verrebbe sfiduciato dagli associati. Continuando a dividere i presidenti di Lega Pro in “buoni” e “cattivi” il ragionier Macalli si sfiducia da solo: finisce col rappresentare, cioè, solo una parte, chissà quanto maggioritaria, del movimento calcistico di terza serie. Non solo. La speciosa divaricazione introdotta punta, nemmeno tanto larvatamente, a ridefinire a tavolino la geografia calcistica nazionale. Un disegno che, a quanto pare, passa attraverso  l’ emarginazione di club di grande blasone, con enormi giacimenti di passione popolare a disposizione, per favorire l’emersione di piccole società dai conti apparentemente in ordine ma scarsamente rappresentative per storia, bacino d’utenza e fatturato. Contro questa linea la Salernitana Calcio spa metterà in campo una forte iniziativa, cercando di coinvolgere tutti i presidenti di Lega Pro. Dall’attuale crisi che attanaglia il mondo del calcio si può e si deve uscire tutti insieme: sforzandosi, cioè, di trovare soluzioni condivise che possano garantire sia i piccoli che i grandi club. Abbandonandosi agli arroganti proclami solitari, il ragionier Macalli si è già posto fuori da una siffatta, ragionevole, prospettiva. Per questo, viene meno ai suoi doveri istituzionali, contribuendo ad approfondire e non a risolvere gli squilibri esistenti (SALERNITANA CALCIO 1919 SPA)”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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