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Non accenna ad arrestarsi il flusso di danaro in entrata nelle casse dei club di Serie A TIM. Anche se può sembrare paradossale, le venti società della massima serie nazionale diventano ogni anno sempre più ricche proprio mentre tutto il resto del calcio italiano è sempre più in bolletta. In Serie Bwin e soprattutto in Lega Pro (Prima e Seconda Divisione), la crisi finanziaria ha raggiunto livelli di allerta.

Il fatturato della Serie A, a dispetto di una crisi economica generalizzata, cresce in modo esponenziale. Lo rende noto il quotidiano L’Avvenire. I dati relativi alla stagione 2008-2009 parlano di un incremento di 73 milioni di euro rispetto alla stagione precedente. Il che porta a 1.498 milioni il totale dei ricavi.

Le aspettative sono ancora migliori nella stagione in corso, grazie agli 860 milioni ottenuti dalla vendita collettiva dei diritti tv patrocinata dall’advisor Infront. Il sostanzioso contributo delle pay tv consentirà infatti di abbattere quota 1.500 milioni di fatturato.

Questa caterva di soldi arriverà a pioggia un po’ su tutti i club. Secondo la stessa fonte Inter e Milan incasseranno 4,5 milioni in più, la Juve 10 e la Roma addirittura 11. Anche per i club di fascia media le cose non si mettono per niente male: 17 milioni in più per la Sampdoria, 14 per il Napoli, 11 e mezzo per il Bari, 10 e mezzo per Genoa e Lazio.

Il rovescio della medaglia è che la enorme massa di danaro in circolazione induce i giocatori (e i loro procuratori) ad alzare sempre più le richieste economiche, divenute esose quanto mai. Accade così che il 60% di tutto questo cash finisce nelle tasche dei calciatori (e di quanti li assistono).

Una situazione perversa che si trascina da anni, in Italia, alla faccia degli investimenti in vivai e infrastrutture che sono da noi molto più necessari che altrove. Il gap rispetto al resto d’Europa è ormai tale, sotto questo aspetto, da imporre con urgenza una correzione di rotta (e di bilanci).

Quando entrerà a regime il financial fair play (ffp) introdotto dalla Uefa del presidente Michel Platini, come riusciranno i club italiani a giustificare questo (insano) squilibrio entrate-uscite? E’ chiaro o no che il fair play finanziario cambierà il modo di gestire il calcio del vecchio Continente? Che ai controlli affidati ala Covisoc si sostituiranno quelli del Panel?

Queste sono le domande che si dovrebbe porre un sistema tanto gonfio di liquidità quanto incapace di orientarla nel verso giusto. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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