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Tra le tre squadre toscane partecipanti al campionato di Prima Divisione, le più in difficoltà sono Pisa e Lucchese. Per entrambe si è già registrato un cambio di panchina, che però non ha portato la sterzata tanto attesa dalle due tifoserie. Sul fronte nerazzurro, Cuoghi ha lasciato il posto a Semplici. Per quanto riguarda la compagine rossonera Indiani è subentrato a Favarin, che in due stagioni ha portato la Lucchese dalla Serie D alla terza serie nazionale.

Due situazioni apparentemente molto simili, ma allo stesso tempo differenti. Identici la posizione di classifica (con le due squadre appaiate a quota diciotto) e i problemi che attanagliano due formazioni troppo legate alla prestazione dei singoli piuttosto che alla coralità del gruppo. I problemi di gioco sono un vero rebus per il Pisa di mister Semplici, che non è riuscito a invertire la rotta della gestione di Stefano Cuoghi.

Diverso sotto questo aspetto il cammino della Lucchese: con Favarin in panchina esprimeva un gioco piacevole, privo però della necessaria copertura in fase difensiva. La cosa è riuscita a Indiani che, sistemando la difesa a quattro, ha dato maggior protezione alla squadra a scapito però di personalità e gioco. Ci si affida solo alla vena realizzativa di Marotta, con una manovra assai approssimativa e confusionaria.

Anche il profilo societario delle due squadre presenta molte differenze. Sul versante pisano troviamo Camilli, proprietario anche del Grosseto, giunto a Pisa con l’intento di risollevare una piazza che aveva avuto a che fare con l’ennesima delusione. Vinto il campionato di Serie D, la società ha avuto la possibilità di saltare una categoria grazie al ripescaggio in Prima Divisione. Cosa non di poco conto, ma che ha portato tutti a sognare qualcosa che poi non sta trovando riscontro sui risultati.

Per quanto riguarda la Lucchese, il presidente Giuliani ha avuto il grande merito di centrare al primo colpo due obiettivi importantissimi. Un doppio salto di categoria che raramente si osserva nel panorama calcistico italiano. Senza contare il progetto ambiziosi di una società alle prese con la concessione del nuovo impianto, la cui costruzione si ispira ai criteri inglesi che vogliono stadi polifunzionali.

Insomma, progetti importanti quelli in atto a Pisa e Lucca, a patto però che si riesca a mantenere una categoria che, da qui a breve, subirà un vero e proprio terremoto. Sarà premiato chi ne farà parte e tagliato definitivamente chi ne uscirà. Conservare la Prima Divisione sarà essenziale come mai, anche perché tornarci sarà cosa veramente ardua.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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