Connect with us

Pubblicato

il

Quello che sta capitando al calcio ha davvero dell’incredibile. I tifosi, travolti da un dirigismo perverso, sono precipitati in uno stato confusionale. Si vedono rubare quei sogni che pensavano dovessero appartenere a loro e soltanto a loro, in quanto architrave di tutto il sistema.

Un processo di erosione lento e inesorabile. Una deriva infinita che sta portando al disincanto e alla diserzione, nonostante resti sempre forte il desiderio di portarsi dentro lo stesso indomito e irriducibile amore che li vorrebbe legati per la vita alla squadra del cuore.

Pirandello dice che il sogno è vita e, dunque, non ci dovrebbe essere vita senza sogno. Thoreau sostiene che i sogni sono la pietra di paragone del nostro carattere e, dunque, solo persone aride riescono a non inseguirli. Proprio come quelle che siedono nelle stanze dei bottoni. Gente che non conosce a fondo, come viceversa sarebbe opportuno, l’essenza profonda della materia di cui si occupa. E che però si sente investita del potere di decidere tutto in nome di tutti.

Vedere i propri sogni che si frantumano è come osservare la propria immagine in uno specchio rotto. La fisionomia si trasmuta in un caleidoscopio senza forma, l’identità si opacizza e le certezze sfuggono di mano.

Da sempre i tifosi hanno fatto grandi sogni. O meglio, li hanno continuati a fare i bambini che vivono dentro di loro. E’ giunto forse il momento in cui si devono confrontare con l’aspra realtà li circonda e con gli eventi che la scandiscono.

Non è più tempo di continuare a comportarsi da improbabili Peter Pan, in un mondo popolato di lupi qual è diventato il calcio moderno al tempo del business e delle pay tv.

Eppure cercare di catturare sogni, grandi o piccoli che siano, sarebbe (è) nel genoma di ogni (vero) tifoso e di ogni (vero) uomo. Nel momento in cui viene tolta questa possibilità, in che razza di sport si sta per trasformare il calcio svuotato della sua anima e in che genere di vita la nostra vita?  

Sergio Mutolowww.calciopress.net

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Opinioni16 ore fa

Serie A Femminile: quando le gerarchie contano. Dopo tre giornate classifica spaccata in due

In un campionato con dodici squadre e appena 22 partite da giocare, tre giornate contano parecchio. La classifica è già...

Calciomercato3 settimane fa

Il talento di Sofia Cantore: è una predestinata, parola di Carobbi

Quando l’estate scorsa Sofia Cantore approdò alla Florentia, in prestito dalla Juventus Women grazie ai buoni uffici del direttore generale...

Editoriali3 settimane fa

Serie A Femminile, a proposito di professionismo e di azionariato popolare a Napoli

Non siamo nati ieri. Tutti sappiamo che il gioco del calcio non è solo un gioco, ma è anche un’azienda....

Editoriali1 mese fa

Stefano Braghin e la missione del calcio femminile in Italia

Il direttore della Juventus Women, Stefano Braghin, ha percorso un cammino straordinario da quando è alla barra di comando del club...

Opinioni1 mese fa

Il senso dei tifosi per il calcio

Il calcio è uno sport bellissimo. Per le intrinseche dinamiche del gioco, ma anche per la valenza sociale e la...

Editoriali1 mese fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

Sembrerebbe proprio che la festa sia finita, per il calcio professionistico europeo e, di conseguenza, per quello italiano. La crisi...

Editoriali2 mesi fa

Serie A Femminile, per nuove prospettive puntare verso nuovi orizzonti

La prima partita del campionato di Serie A Femminile, stagione 2020-21, si è giocata il 22 agosto 2020. La maggior...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi - Direttore Editoriale: Berta Film