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I nuovi accordi scaturiti dalla cessione dei diritti televisivi sparigliano le carte. Dal 2012 cambia tutto nella trasmissione in tv delle partite di Champions League.

La Rai si ritira. Dopo sei anni rinuncia a qualsiasi diritto sulla Champions, che non sarà più visibile in chiaro sui canali della emittente pubblica.

Sky acquisisce i diritti in esclusiva per la pay tv, con l’eccezione della partita top giocata il mercoledì che toccherà a Mediaset (a tv a pagamento di Murdoch potrà darne una sintesi solo alle 22,40).

Mediaset perde il pacchetto pay su Premium, ma sui canali in chiaro (Canale 5 o Italia 1) potrà offrire ai suoi spettatori la partita top di Champions del mercoledì (oltre ad assicurarsi le gare di Europa League nelle quali sono impegnate squadre italiane).

A suggello di questa complessa operazione girerà un mucchio di soldi. Sky sborserà 160 milioni e Mediaset tra 70 e 80 milioni.

Fino all’anno scorso la Uefa di Platini incassava circa 100 milioni (40 da Sky, 30 da Mediaset e 27,5 dalla Rai). Dal 2012 a Nyon la posta sarà raddoppiata. I milioni che entreranno nelle casse dell’organo di gestione del calcio europeo saranno il doppio ovvero 200 milioni.

Tra i due litiganti il terzo gode. Resta il fatto che il calcio è una grande potenza economica, se è in grado di attirare cifre di questa entità alla faccia della crisi. E poi si dice che i soldi non ci sono.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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