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Il campionato che sta per cominciare presenta una novità di cui in molti non sentivano il bisogno, la Tessera del tifoso. Stavolta si parte. Impreparati, ma si parte. Disinformati, ma si parte.

Un’iniziativa impopolare, di fatto subita dai club e dai tifosi. Un documento voluto e imposto con pervicacia dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Molti gruppi organizzati non la sottoscriveranno. Considerato che senza la card gli abbonamenti non si possono acquistare il loro numero subirà un calo significativo, allo stato non quantificabile per mancanza di dati.

C’è chi ipotizza un vero e proprio crollo. Chi, viceversa, sostiene che la diminuzione sarà contenuta in circa il 20%. Numeri comunque preoccupanti per un calcio già asfittico in termini di presenze negli stadi.

I tifosi e gli ultras non smetteranno per questo di andare a vedere le partite. La decisione sarà presa volta per volta. Diventeranno però sempre più numerose le circostanze in cui si opterà per restarsene a casa. Ogni alibi potrebbe essere buono per disertare.

Seguire in trasferta la squadra del cuore si complicherà non poco. Le curve ospiti si svuoteranno. Gli stadi perderanno i loro festosi colori.

Il calcio, sport nazional-popolare per eccellenza e vivificato come ogni altro genere di spettacolo dalla presenza della gente, rischia di trasformarsi in una triste messa in scena all’interno di teatri di cartapesta. Un mesto rito, approntato solo per compiacere il moloch delle pay tv.

La Tessera del tifoso sarà obbligatoria anche in Lega Pro, categoria dove gli stadi sono spesso inadeguati e fatiscenti. Si tratta di capire come la terza e la quarta serie nazionale, da tempo al collasso, riusciranno ad assorbire l’ennesimo colpo che viene inferto dopo il rituale bagno di sangue estivo.

Il fatto è che dirigenti disattenti, chiusi nelle loro torri d’avorio e slegati da un contesto che fatica a stare in piedi, non si rendono (forse) conto che l’introduzione di questa discussa e discutibile card potrebbe essere la mazzata finale per un calcio minore da lustri allo sbando.

Buon campionato e buona Tessera del tifoso a quanti (ancora tantissimi) si ostinano, nonostante tutto, ad amare uno sport semplicemente bellissimo.

Tifosi, il lato etico del calcio

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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