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In una giornata povera di gol (appena otto) ma ricca di pareggi (ben cinque, di cui quattro terminati sul nulla di fatto), è la capolista Gubbio a mettere la freccia e dare un altro strappo in testa alla classifica: la squadra di Vincenzo Torrente, nel match clou disputato in un “Barbetti” gremito contro lo Spezia, sfiora subito in vantaggio dopo neanche sessanta secondi con un colpo di testa del centrale Borghese che va a colpire il palo. E’ solo il preludio al vantaggio che inesorabile arriva al settimo e sempre ad opera dello stesso centrale umbro che di testa anticipa Fiorillo in uscita e vendica nel migliore dei modi l’espulsione comminatagli nella gara di andata. La squadra di Pane impiega un tempo per cogliere il pari: è un altro difensore, Bianchi stavolta, a trovare la via della rete in acrobazia. Ma non è finita qui perchè i rossoblu, grazie ancora una volta a Borghese che si procura rigore ed espulsione ai danni di Buscaroli, si portano sul definitivo 2 a 1 con Gomez che dagli undici metri non sbaglia.

Sale a più cinque il vantaggio degli umbri sul Sorrento. Fa notizia la debacle interna dei costieri che dopo otto vittorie e due pareggi ottenuti all’”Italia” e con una media di ben due reti e passa a partita sono costretti ad alzare bandiera bianca di fronte a un Bassano che si porta addirittura a ridosso della zona play-off: decide il nuovo arrivato Longobardi che regala ai vicentini la seconda vittoria consecutiva. Da sottolineare gli scroscianti applausi a fine partita che i tifosi campani hanno riservato ai giallorossi all’uscita dal terreno di gioco, inequivocabile segno di una partita giocata in maniera esemplare dalla squadra di Cetera (l’allenatore in seconda che per la seconda settimana di fila si è seduto sulla panchina vista l’indisponibilità di mister Jaconi).

Succede poco o niente in zona spareggi. La Spal conferma di attraversare un brutto momento: a Pavia, secondo stop esterno consecutivo dei ferraresi di Egidio Notaristefano che sbattono, è il caso di dire, sulla fronte di Umberto Eusepi, al secondo centro in due gare disputate con la maglia dei lombardi e lesto ad approfittare di un’indecisione della retroguardia biancazzurra dopo neanche due minuti. Si salva l’Alessandria a Como e i grigi di Sarri agguantano la Spal in terza posizione pur passando un brutto pomeriggio in riva al lago con la squadra di Garavaglia che, desiderosa di rifarsi dopo la brutta gara di Crema, mette a lungo alle strette i grigi apparsi nella circostanza decisamente sottotono. Neppure la Reggiana va oltre lo 0 a 0 al “Brianteo” anzi, nell’occasione è il Monza, alla miglior gara stagionale disputata, a dover recitare il mea culpa per l’occasione dagli undici metri sciupata da Ferrario che ha dovuto fare i conti con un Manfredini formato gigante.

Tutto invariato anche per quanto riguarda le dirette inseguitrici: vince solo la Cremonese, pareggiano Lumezzane, Verona e Salernitana. La squadra di Arvedi trova il secondo successo della gestione Acori dominando il Ravenna: decide il solito Coda, andato già a segno sette giorni fa a Ferrara. Finisce con un gol a testa la sfida tra Lumezzane e Pergocrema e con il mister dei bresciani Nicola che ha apertamente parlato di due punti persi dai suoi: sono però gli uomini di Maurizi a portarsi per primi in vantaggio con Daleno prima che sia Lauria a ristabilire le distanze nei minuti di recupero che rendono in parte giustizia alle tante occasioni avute dai padroni di casa che hanno però trovato sulla loro strada un Russo (e non è la prima domenica) in grandissima giornata.

Al “Druso” di Bolzano, davanti a oltre tremila spettatori, il Sudtirol ferma l’Hellas Verona sul risultato di partenza in una sfida che non lascia tranquilla nessuna delle due formazioni, rispettivamente a uno e due punti di distacco dagli spareggi retrocessione.

A reti bianche anche il sentitissimo derby del “Torre” tra la Paganese e la Salernitana, benché entrambe le squadre si siano presentate con un 343 speculare ma di certo non rinunciatario: ai punti meglio gli azzurrostellati di Capuano (ancora espulso) che a fine partita si è lasciato andare ad un’altra delle sue celebri frasi: “se il destino è contro di noi, peggio per lui”, lasciando intendere che non ha nessuna intenzione di darsi pervinto e continuerà a lottare per la salvezza della sua squadra almeno fino a quando la matematica li terrà in corsa.

Diego Stocchi Carnevali www.calciopress.net

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