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Arrigo Sacchi (nella foto), coordinatore delle nazionali giovanili, è intervenuto alla prima giornata del Seminario di aggiornamento “Il calcio e chi lo racconta”. L’incontro, organizzato dalla FIGC e dall’USSI presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, si è svolto con la presenza dei giornalisti sportivi di tutta Italia.

“Il calcio non è più uno sport nè uno spettacolo, ma è diventato una rivendicazione sociale”, ha spiegato Sacchi. Parlando del settore giovanile, ha quindi sottolineato: “Questo non è un Paese per i giovani. Fino a poco tempo fa le squadre erano tutte giovani: il mio Milan aveva una media d’età di 25 anni, nel mio Parma il più vecchio era Signorini con 24 anni e Piovani ne aveva 18. Ma oggi in Italia si fanno cose solo se c’è un preciso interesse e i giovani interessano poco, alle società e ai tifosi, ai dirigenti che hanno sempre troppa fretta. Ma se non ci sarà ricambio generazionale, il calcio morirà”.

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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