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Situazione analoga, diversi i motivi che hanno portato le due squadre liguri ad attestarsi in zone di classifica poco rassicuranti. E dire che, nelle scorse stagioni, Genoa e Samp avevano dato linfa al calcio della città della Lanterna con risultati esaltanti. A poco meno di un anno la situazione per le due formazioni è radicalmente cambiata. Tanto che i rispettivi presidenti, Garrone e Preziosi, sono stati oggetti di contestazione da parte dei tifosi. Quali i motivi del dissesto? Difficile comprenderli chiaramente, salvo per quanto è dato a sapere o che è sotto gli occhi di tutti per quanto riguarda le politiche societarie.

Da un lato la Sampdoria, dopo il caso Cassano, ha ceduto anche Pazzini nel mercato di gennaio. Una sorta di smobilitazione, vista anche la partenza di altri giocatori rimpiazzati con sostituti non all’altezza dei precedenti. Sono così arrivate le prime contestazioni al presidente Garrone, che molto ha dato a questa società e che poco ha avuto in cambio. Molto ruota attorno alla costruzione del nuovo stadio, tanto ambita dal patron blucerchiato eppure mai veramente presa in considerazione dalla città. Un déjà vu in altre piazze importanti (cittadella viola per la Fiorentina).

Sulla sponda rossoblu il problema sta forse nella gestione societaria fin tropo vulcanica del numero uno Preziosi. Un cambio di allenatore forse prematuro, tanti giocatori ceduti e altrettanti acquistati, un Genoa che sembra soffrire una sorta di sindrome da via vai. I molti cambiamenti in casa rossoblu stanno a testimoniare come la squadra non fosse stata ben costruita a inizio stagione. Molto probabilmente i mali di questa squadra non erano da ascrivere a Gasperini, che però ha pagato per tutti. Oggi Ballardini si trova a dover lavorare con una squadra praticamente nuova e con un Eduardo che risulta troppo spesso esiziale per la causa rossoblu. Ma i mali della squadra ligure non sono certamente da attribuire in toto al numero uno, visto che  suoi compagni non riescono mai a sovvertire il risultato.

Questioni diverse e mali diversi dunque per i due club genovesi, ma che stanno portando contemporaneamente le due compagini a ridimensionarsi in un momento che avrebbe richiesto più oculatezza vista la mediocrità del torneo. Con poco si sarebbe potuto fare molto. Ora, bisognerà fare molto per ottenere poco.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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