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(Calciopress – Stefano Cordeschi) – La 23a giornata mette a nudo la pochezza di questo torneo. Le squadre di vertice non riescono ad aver ragione di compagini meno blasonate. Ottime prestazioni per Bologna e Brescia. Colpo grosso per Cagliari e Lecce. Genoa e Samp in caduta libera. Al Catania non è servito il cambio di panchina, mentre risorge la Fiorentina. Recrimina la Juventus, per la direzione di gara di Morganti, ma cede i tre punti al Palermo. Cade il Napoli contro il Chievo delle meraviglie. Nel posticipo l’Inter approfitta del momento di stanca della capolista e accorcia le distanze.

Il Milan non va al di la del pari contro una Lazio giunta a Milano con il chiaro intento di non prenderle. I rossoneri imprecano contro la sfortuna, che non è la sola responsabile del mancato allungo dei rossoneri. La Lazio ha disputato una gara di contenimento sconfessando il proprio tecnico che, alla vigilia, aveva previsto ben altra gara. Fatto sta che i capitolini hanno fatto di necessità virtù. Il Milan oltre la sfortuna e la imprecisione dei propri attaccanti, deve rivedere non poco il suo impianto di gioco, che al momento non appare più così fluido.

La Roma, con la testa più alla trattativa societaria che al manto erboso dell’Olimpico, impatta contro un Brescia bravo a chiudere tutti gli spazi e ripartire in contropiede. Il ritorno di Iachini sulla panchina delle Rondinelle ha rigenerato psicologicamente un gruppo che ultimamente non riusciva più a venire a capo della situazione. I lombardi nel finale hanno anche rischiato di vincere la gara, ma sarebbe stato sinceramente troppo. La Roma da par suo ha disputato una prima frazione di gioco al Valium e una ripresa nettamente migliore. I giallorossi avrebbero potuto chiudere la gara ma la sfortuna (traversa di Totti), qualche imprecisione dei propri giocatori e alcune decisioni arbitrali discutibili hanno fermato la rincorsa della squadra di Ranieri. Altra occasione sprecata. Attenzione, non ce ne saranno molte.

Uno dei colpi della giornata lo mette a segno il Cagliari che, con un eurogol di Nainggolan, sbanca Marassi e batte una Sampdoria in piena crisi esistenziale. Il ridimensionamento dei blucerchiati e la contestazione dei tifosi nei confronti della proprietà non sono di certo un buon viatico per un campionato tranquillo. La squadra di Donadoni sembra essere una delle compagini più in forma del momento e anche contro la Samp ha ribadito questo concetto. Dopo una prima parte di gara nella quale i rossoblu sono stati praticamente inesistenti, i sardi hanno preso in mano il pallino del gioco senza mai renderlo a una Sampdoria che ora deve fare i conti anche con la classifica.

Chi non smette più di sorprendere è il Lecce di mister De Canio, che a Parma ottiene tre punti vitali per la rincorsa verso la salvezza. I giallorossi, dinnanzi a una diretta concorrente, hanno saputo mettere in campo un buon gioco, condito da tanta volontà e voglia di salvezza. Menzione particolare per il presidente Semeraro che, contro tutto e tutti, ha avuto fiducia del lavoro di De Canio e dei suoi ragazzi che lo stanno ripagando con prestazioni capolavoro. Poca cosa il Parma, che ora trema in classifica. L’attacco spuntato dei gialloblu non garantisce più quella brillantezza di qualche giornata addietro: il solo Crespo non può portare da solo la croce. L’innesto di Amauri non sembra aver portato, al momento, giovamenti in tal senso.

La Juventus recrimina per la direzione di gara di Morganti. Lo fa in maniera forte e diretta. A dire il vero ne ha tutte le ragioni, però questo non deve diventare un alibi per una squadra che al pronti-via era praticamente già sotto di una rete. Nulla influisce il direttore di gara quando, al ventesimo, i rosanero portano a due le marcature. Le recriminazioni avvengono dopo, e sono sacrosante, ma il danno era già fatto da una squadra che – Morganti a parte – non è sembrata rigenerata dall’innesto di Matri al quale comunque andrà dato tempo. Per Delio Rossi e il Palermo un’altra vittoria contro la Juventus. I rosanero sono una sorta di bestia nera per i bianconeri.

Il Chievo mette a nudo i problemi di un Napoli che, quando è privo di Lavezzi, non riesce a dare velocità e profondità alla manovra. Gli scaligeri hanno avuto in mano il gioco sin dall’inizio, senza mai soffrire la squadra di Mazzarri apparsa stanca e priva di idee. Nulla di compromesso per i partenopei, che dopo una serie di prestazioni sopra le righe titano un po’ il fiato. Ci può stare. Per quanto riguarda i gialloblu l’ennesima prova di maturità, che porta la squadra di Pioli verso le zone alte di classifica.

Risorge la Fiorentina di Mihajlovic. Con la vittoria sull’inconsistente Genoa, il tecnico serbo evita le polemiche prevedibili in caso di mancato successo. I gigliati non hanno disputato una grande partita, ma hanno fatto ciò che la gente chiedeva da tempo, vincere. Non tutte le ferite sono rimarginate, ma di sicuro per Mihajlovic e per i suoi ragazzi si tratta di una bella boccata di ossigeno. Per la squadra di Ballardini la solita prestazione incolore, che porta i liguri nelle zone insidiose della classifica. Di certo a contribuire a questa situazione è stato il via vai di giocatori che ha impedito al tecnico rossoblu di amalgamare al meglio la squadra.

Partita scintillante al Friuli dove Udinese e Bologna si sono date battaglia fino al triplice fischio, con gli ospiti più caparbi e, a dirla tutta, più meritevoli di una possibile vittoria. L’Udinese non è stata quella solita, brillante, veloce e spietata. Una giornata storta quella dei bianconeri. Quando Di Natale sbaglia praticamente a porta vuota un gol già fatto, si capisce subito che qualcosa non va, tanto più che i ragazzi di Malesani più volte hanno mancato il raddoppio per un non  nulla. Alla fine applausi per tutti, con menzione speciale per Di Vaio, autore di una prova maiuscola.

Cesena e Catania fanno quello che non avrebbero dovuto, ovvero pareggiare. Un punto che non serve a nessuna delle due formazioni, invischiate nelle zone basse della classifica da cui sarà difficile tirarsi fuori. Agli etnei non è giovato il cambio di allenatore: Giampaolo, forse, ha avuto il benservito con troppa fretta. Il Ciolo Simeone non sembra aver portato in casa rossoblu migliorie a un gioco che comunque sembrava più che dignitoso. Per il Cesena un appuntamento fallito contro una diretta rivale. Per salvarsi servono ben altre prestazioni.

L’Inter fa suo il posticipo contro il fanalino di coda Bari e accorcia rispetto alle squadre che la precedono in classifica. Un’Inter che, va detto subito, non ha entusiasmato e spesso si è trovata in difficoltà contro i galletti praticamente privo di attacco. Il risultato finale appare troppo pesante per i ragazzi di mister Ventura che però, a questo punto del campionato, appaiono francamente tagliati fuori dalla lotta salvezza. Per l’Inter una serata comunque positiva, ma gli ostacoli maggiori stanno per arrivare. A quel punto vedremo di che pasta è fatta la squadra nerazzurra.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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