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(Calciopress – Sergio Mutolo) La minaccia è fermare i campionati. Un messaggio anomalo campeggia oggi sui quotidiani italiani, sportivi e non. Latore, la Lega Pro di Firenze.

La ragione di questa scelta tanto inusuale quanto coraggiosa? Il presidente Mario Macalli (nella foto), cui fanno capo le 85 società attualmente iscritte tra Prima e Seconda Divisione (ma il format federale ne prevede 90), intende denunciare alla pubblica opinione lo stato cachettico in cui versa la sua categoria, professionistica a tutti gli effetti (leggete questo link, ndr), precisando le cause che stanno determinando una situazione drammatica.

Macalli ha deciso che non può più stare a guardare, messo crudamente di fronte al crac del “suo” calcio. Lo dice a chiare lettere: “Noi siamo stufi di subire soprusi. Giocare è un diritto. Non  impeditecelo”.  

Quattro i capoversi in cui si articola il messaggio. Così il calcio muore, diretto agli speculatori che hanno generato la crisi e continuano a essere premiati con iniezioni massicce di danaro. Meritiamo di più, con la disperata richiesta di ottenere le risorse che spettano alla Lega Pro. Noi siamo il calcio nuovo, con la proposta di far giocare in questa categoria i giovani che rappresentano la sola porta aperta verso il futuro. Non cancellate il calcio dalle nostre città, in cui si chiede al Parlamento di intervenire per sancire il rispetto delle regole e si preannuncia lotta anche nei tribunali perché i diritti vengano riconosciuti prima che sia troppo tardi.

La colpa del disastro che sta per coinvolgere i quasi cinque milioni di tifosi che fanno capo ai club di terza e quarta serie nazionale è dei presidenti di serie A, definiti come “i soliti che vogliono dividersi risorse finanziarie che non spettano loro e fare stadi per speculazioni edilizie con procedure abbreviate, mentre un cittadino per una licenza edilizia deve aspettare anni”.

Un attacco frontale in piena regola. Un’occasione da non sprecare per decidersi finalmente a cambiare. Nessuno, da oggi, potrà far finta di niente. Nulla potrà essere uguale a prima. Il mondo del calcio, scosso da mille problemi irrisolti, è a una svolta. E le rivoluzioni, come insegna la storia, partono sempre dal basso.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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