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(Calciopress – Sergio Mutolo) Per Dahlia tv i nodi stanno per venire al pettine. La Lega calcio aveva concesso alla pay tv svedese una proroga di quindici giorni per il saldo dei debiti fin qui maturati. Il contratto vale globalmente 70 milioni di euro: una cifra cospicua che, in caso di crac, sarebbe sottratta a bilanci già asfittici.

I soci dell’emittente (Airplus, Ti Media e Made srl) avevano tempo fino al 15 febbraio per procedere al pagamento del pregresso. Il termine è scaduto. Nulla di concreto si è verificato. A questo punto i dipendenti della televisione a pagamento, i circa 300mila abbonati e i club coperti dal servizio (sette squadre di Serie A Tim e tutta la Serie Bwin) restano alla finestra.

In teoria tutti parrebbero disposti a contribuire al salvataggio dell’azienda. Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, tiene la questione sotto controllo: “Stiamo parlando con la Lega e con Telecom Italia (socio di Dahlia Tv). Bisognerebbe mantenerla in piedi, perché sarebbe un danno forte sia per la Lega, che è detentrice dei diritti tv, sia per gli abbonati che hanno pagato per ricevere un servizio”.

La Lega di Serie A Tim ha fissato un’assemblea venerdì 18 febbraio proprio per dibattere la spinosa questione. Il presidente Maurizio Beretta, come Calciopress ha chiarito in un precedente articolo (leggete QUI i particolari, ndr), sembra aver innestato la marcia indietro dopo che gli scenari disegnati erano sembrati molto più rosei: “Non abbiamo fra i nostri programmi quello di fare una tv della Lega. La nostra strategia è di fare in modo che i club non perdano la visibilità che era stata loro assicurata. Dobbiamo anche tutelare i crediti e gli interessi economici della Lega”.

Ecco però che una soluzione si starebbe profilando all’orizzonte. Il possibile cavaliere bianco di Dahlia Tv potrebbe essere Filippo Chiusano, ad di Filmaster e Made Srl. Le sue dichiarazioni al quotidiano Repubblica lasciano spazio a qualche speranza: “Made vuole Dahlia e darà alla Lega Calcio un suo canale”. L’ancora di salvezza potrebbe dunque essere rappresentata da uno dei soci di minoranza: è però fondamentale il coinvolgimento di altri attori.

Sono almeno tre le condizioni da rispettare, secondo Chiusano: 1) il gruppo svedese Wallemberg dovrebbe contribuire economicamente alla liquidazione di Dahlia; 2) la Lega calcio dovrebbe rinegoziare i diritti a prezzi più favorevoli; 3) Ti Media dovrebbe conferire la banda.

Parrebbe che gli svedesi abbiano dato parere positivo. La Lega calcio, come anticipato in premessa, si riunirà in assemblea il 18 febbraio. Ti Media lo farà il 21 febbraio.

“Dipende da Telecom Italia. Dahlia fattura 25 milioni ma ne spende 35 per la trasmissione e 35 per diritti tv. La soglia limite è la metà dei ricavi, solo così si possono salvare progetto, lavoratori e abbonati. Lega e Telecom dicano di sì”, spiega Chiusano.

Il fatto è che il black out di Dahlia tv potrebbe innescare una serie di eventi negativi a casacata esiziale per il futuro del sistema calcio italiano, già da tempo alla frutta (leggete QUI i particolari, ndr).

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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