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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) Domani, giovedì 3 marzo, si riunisce a Roma il Consiglio Federale. La Federcalcio presieduta da Giancarlo Abete convoca l’assemblea plenaria in una fase storica nella quale il calcio italiano è ai minimi termini. La perdita del terzo posto nel Ranking Uefa a vantaggio della Germania, con la cancellazione di un club della Serie A Tim in Champions League pro Bundesliga a partire dalla stagione 2012-2013, è solo la punta dell’iceberg.

 Tra qualche giorno, vale a dire l’11 marzo, anche la Lega Serie A ha deciso di riunirsi per discutere i suoi tanti problemi. L’assemblea straordinaria è stata convocata per fare il punto sul crac Dahlia tv, sui bacini di utenza (come suddividere tra i venti club i duecento milioni di euro dei diritti televisivi versati dalle pay tv relativi a questa voce?), sulla Fondazione che si occuperà di mutualità per le categorie inferiori.

L’ordine del giorno del Consiglio di domani è a sua volta ingolfato da una serie di criticità del sistema che appesantiscono l’agenda, senza che nessuna sia prossima a trovare uno sbocco. Ciò mentre incombe la fine della stagione (mancano solo tre mesi a giugno), che farà irrimediabilmente venire tutti i nodi al pettine.

1.
Si parlerà della riforma dello statuto della Figc. La Commissione presieduta da Carlo Tavecchio della LND ha svolto un certo tipo di lavoro che sarà relazionato all’assemblea. I passi avanti sono stati pochi, gli ostacoli molti (QUI i particolari, ndr). Sembra molto complicata l’abolizione del diritto di veto, preliminare a ogni possibile riforma del sistema. Si ipotizza che Abete chieda nel merito un parere ufficiale al Coni.

2. Sullo stop dei ripescaggi è prevista battaglia. La Lega Pro di Mario Macalli lo vuole ottenere a tutti i costi. Lo sfascio della categoria è ormai dietro l’angolo. Una quarantina di club, tra Prima e Seconda Divisione, sarebbero a forte rischio di cancellazione. Grava sul futuro delle società di terza e quarta serie nazionale una serie di inadempienze, non solo di natura economica, correlate alle rigide norme che regolano il rilascio delle Licenze Nazionali preliminare all’ammissione ai campionati professionistici di competenza. La miriade di deferimenti (e conseguenti penalizzazioni) che ingolfano la Commissione Disciplinare Nazionale, il fallimento in corsa del Catanzaro e il caso Pro Patria sono solo piccoli antipasti. L’Assocalciatori di Campana e Grosso è sul piede di guerra, pronta a disseminare il percorso di polpette avvelenate. Tuttavia la resistenza dell’Aic non potrà andare oltre certi limiti, considerato lo sprofondo in cui rischia di precipitare la Lega Pro a luglio.

3. In discussione anche la riforma dei campionati. In questa direzione il cammino della Commissione federale presieduta da Mario Macalli è stato spedito. Gli obiettivi sono precisi e compatibili con la sopravvivenza del sistema, diversamente a forte rischio (QUI i particolari, ndr). Va detto che il percorso tracciato dal presidente della Lega Pro è legato a doppio filo con l’approvazione dello stop ai ripescaggi.

4. Sui carboni ardenti anche l’Associazione Italiana Arbitri. L’Aia teme che torni a essere la Figc a nominare i designatori. Un rischio che  Marcello Nicchi non vuole assolutamente correre. In assemblea conta sull’appoggio di Renzo Ulivieri (presidente dell’Aiac, l’Assoallenatori). Il diritto di veto bloccherebbe qualsiasi passaggio in questa direzione.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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