Connect with us
Sergio Mutolo

Pubblicato

il

(Calciopress – Sergio Mutolo) Il Consiglio Federale che si è svolto giovedì 3 marzo ha messo a nudo i conflitti esistenti all’interno dell’assemblea plenaria del calcio italiano, coordinata con grande difficoltà dal presidente Giancarlo Abete. Protagonista in assoluto della giornata Mario Macalli (nella foto), vice presidente della Federcalcio e presidente della Lega Pro.

Il numero uno della Prima e Seconda Divisione nazionale si trova a gestire la pesante crisi economica che scuote gran parte degli 85 club della sua categoria (anche se il format federale ne prevederebbe 90). Le società di sua competenza hanno collezionato deferimenti e penalizzazioni a raffica (finora siamo a quota 80 punti da scontare nella stagione, in media quasi un punto per club). Il timore è che stiano per arrivare altri provvedimenti, in grado di scompaginare ancora di più le già traballanti classifiche dei cinque gironi. Senza contare il rischio incombente che 30-40 club possano essere cancellati dalla categoria nel prossimo mese di luglio per inadempienze di carattere fiscale e infrastrutturale. Naturale che Macalli sia molto teso per questa situazione.

Molto violento lo scontro con Andrea Abodi, presidente della Serie Bwin. Oggetto del contendere la riforma dei cam­pionati. Un tema che sta molto a cuore a Macalli, anche nella sua veste di coordinatore della specifica Commissione insediata da Abete nel luglio scorso. Il fatto è che Abodi, in un docu­mento consegnato a Macalli lo scorso 22 febbraio (poi spedito anche via fax), avrebbe inserito tra le ipotesi per ridurre da 22 a 20 le squadre della cadetteria anche quella di limi­tare a due (per un anno) le pro­mozioni dalla Prima Divisio­ne mantenendo ferme le quattro retrocessioni. La rabbia di Macal­li è esplosiva: “Noi siamo così corretti che, quando pensia­mo a ridurre il numero delle nostre squadre, non prendia­mo minimamente in conside­razione la possibilità di dimi­nuire promozioni e retroces­sioni dalle altre categorie”. Nulla è dato sapere sulla posizione assunta in merito da Abete.

Altrettanto duro lo scontro con il presidente della Figc, che ruota attorno alla storia delle 36 società che hanno ef­fettuato pagamenti fuori dal conto dedicato previsto dall’articolo 85 comma 6 delle Noif (QUI i particolari, ndr). Tangibile l’imbarazzo di Abe­te. Il numero uno della Figc, in conferenza stampa, ha in primis voluto tranquillizzare i club di A e B (perché non quelli di Lega Pro?). Poi ha bacchettato, con toni molto aspri, l’inattesa sortita del suo vice presidente (QUI i particolari, ndr).

Le 36 squadre sono variamente suddivise tra le categorie professionistiche. Si tratta infatti di 24 club di Lega Pro (12 di terza e 12 di quarta serie), 6 di serie A Tim e 6 di Serie Bwin. La Covisoc ha segnalato il fatto alla Procura Federale, che dovrà decidere l’eventuale deferimento alla Commissione Disciplinare Nazionale (CDN) per i provvedimenti del caso (rischio penalizzazioni per tutti o una bella pacca sulle spalle?).

Il dubbio è che, nel sistema calcio professionistico gestito dalla Figc formato per statuto da 132 club (anche se quest’anno sono cinque in meno), esistano figli dell’oca bianca e figli dell’oca nera. Il livore di Macalli appare giustificato e giustificabile. La sua si va configurando come una battaglia dallo spirito sempre più condivisibile, in un pianeta pallonaro forte con i deboli e debole con i forti. Ma le regole non sono uguali per tutti?

Sergio Mutolo
www.calciopress.net

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi - Direttore Editoriale: Berta Film