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(Calciopress – Stefano Cordeschi) Dopo i tifosi finti, rappresentati da gigantografie poste sugli spalti, per riempire quegli spazi che ormai nessuno vuole più occupare, ecco che arriva un’altra “trovata” per coprire le magagne del calcio italiano. Il manto erboso è penoso? Niente paura noi lo verniciamo. Questo è il colpo di genio che i benpensanti hanno messo in opera per non fare figure barbine davanti al popolo ludico italiano ed estero, che troppo spesso si è trovato a vedere disputate partite su campi a dir poco penosi.

E così accade che a Genova piuttosto che a Verona si rattoppi il campo con sabbia colorata di verde e, che all’Olimpico di Roma, si colori direttamente il campo. Il primo a pagare dazio di questo artifizio, è stato Beppe Sculli, costretto a lasciare il campo per una presunta allergia al trattamento posto sul manto erboso. In molti si sono affrettati a dire che la vernice usata per trattare il campo è di tipo anallergico. Fatto sta che la Lazio si è dovuta privare di quello che, al momento, era risultato essere il suo miglior giocatore, autore di una doppietta.

Non osiamo immaginare cosa sarebbe accaduto se la squadra capitolina fosse uscita sconfitta nella gara con il Palermo. Fatto sta che quello degli stadi italiani resta un punto cruciale su cui riflettere a lungo. La fatiscenza e, soprattutto la pericolosità degli impianti, mette a nudo tutta l’arretratezza strutturale di un calcio che non regge più, e che si sostiene a colpi di spray. Speriamo solo che questa immobilità non porti a qualche tragedia di cui il calcio italiano non ne ha certamente bisogno. Ma ci si muoverà solamente dopo? Oppure è arrivato il momento di intervenire, ed in fretta?

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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