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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo ) Il calcio italiano è stato prematuramente cancellato dalla Europa League. I quattro club di Serie A Tim ammessi alla seconda coppa europea sono andati fuori ai sedicesimi di finale. Juventus, Napoli, Palermo e Sampdoria (rientrata in gioco dopo l’eliminazione nei preliminari di Champions) hanno fatto una figuraccia.

Le cose non vanno meglio in Champions League. Agli ottavi di finale Milan e Roma sono state già mandate a casa. I rossoneri non hanno segnato lo straccio di un gol ai londinesi del Tottenham in 180’ di gioco, lasciando via libera agli Spurs. I giallorossi hanno beccato sei reti dagli ucraini dello Shakhtar, mettendone a segno solo due. Una vera pena.

Le ultime speranze di tenere in campo un club della serie A italiana sono legate alla partita Bayern-Inter in programma il 15 marzo. Se i nerazzurri di Moratti e Leonardo dovessero andare fuori, la partecipazione alle coppe europee del nostro calcio si chiuderebbe con oltre due mesi di anticipo sulle finali.

Risultati disastrosi, che hanno sancito il meritato sorpasso della Germania nel Ranking Uefa. La Serie A Tim aveva chiuso il 2009-2010 in terza posizione per il rotto della cuffia, conservando quattro squadre nella prossima Champions solo grazie al provvidenziale successo dell’Inter di Mourinho sul Bayern nella finale di Madrid. Quest’anno la Bundesliga è stata troppo forte e ha preso definitivamente il largo (QUI i particolari, ndr).

L’ennesimo colpo da ko per l’Italia del calcio. Una nuova batosta, che fa il paio con il flop della Nazionale di Lippi nel Mondiale in Sudafrica. Il risultato è che, a partire dal 2012-2013 e per chissà quanto altro tempo ancora, l’Italia potrà iscrivere in Champions soltanto tre club (QUI i particolari, ndr).

Le possibilità di recuperare la terza posizione sono oggettivamente minime. Inghilterra, Spagna e Germania vanno come treni. Dal 2007-2008 il loro calcio guadagna significativi punti di vantaggi sul nostro, lasciato andare colpevolmente alla deriva.

La cancellazione anticipata di tutti questi club non si verificava dal lontano 2000-2001. In quella stagione Inter, Parma e Roma furono escluse il 22 febbraio dagli ottavi della ex Coppa Uefa. Tra il 13 e il 14 marzo Milan e Lazio seguirono la stessa sorte in Champions.

Eppure ci sono stati anni in cui l’Italia primeggiava. Dal 1986 al 1999 la Serie A è stata in testa alla classifica basata sul coefficiente Uefa (che tiene conto dei risultati dell’ultimo quinquennio), con l’eccezione di un secondo posto nel 1990.

Il precipizio è iniziato negli anni 2000. Una disfatta contrassegnata da vittorie in calo (solo tre Champions conquistate) e da una Coppa Uefa (poi Europa League) vergognosamente snobbata. Fatto sta che il calcio italiano non scendeva sotto il terzo posto dal 1984 (si piazzò quinto).

Ora bisogna cominciare a guardarsi le spalle, cercando di conservare almeno i tre posti in Champions. L’opzione è garantita alle nazioni che occupano una posizione tra la quarta e la sesta nel Ranking Uefa.

La Francia ci tallona. Il Portogallo – che ci ha già superato nella classifica stagionale e mantiene in lizza tre squadre sulle cinque iscritte – dovrebbe diventare settimo già dal prossimo anno, ma è comunque staccato di oltre 11 punti. Russi, ucraini, olandesi, greci e turchi (al momento) ci stanno ancora piuttosto dietro.

Fino a quando riusciremo a tenere lontano il nuovo che avanza? Questa è la domanda.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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