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(Calciopress – Sa. Mig.) Credevamo che il 2010 fosse stato l’annus horribilis del calcio italiano. Ci eravamo illusi di aver toccato il fondo. Ipotizzavamo di essere arrivati a un punto di bassezza tale che la successiva risalita ne sarebbe stata la conseguenza logica. Chiunque cada, prova da sempre a rialzarsi.

La cronaca conferma, giorno dopo giorno, che almeno in Italia le cose non stanno affatto in questi termini. La crisi del sistema è ormai a tal punto strutturata e pervasiva che il 2011 si sta dimostrando peggiore di ogni più fosca previsione (QUI i particolari, ndr).

La chiusura di Dahlia tv, more solito sottostimata da dirigenti miopi e inadeguati al compito (QUI i particolari, ndr), ne è la prova provata. Davvero terrificante l’incapacità di saperla gestire in modo condiviso e condivisibile dimostrata dai vertici delle due Leghe di Serie A Tim e di Serie Bwin, che pure si sono visti oscurare di colpo sul digitale terrestre 8 club nella massima serie e 22 in cadetteria.

Un modus operandi che mette paura, se solo ci si proietta in quello che potrebbe essere il futuro di un sistema guidato così distrattamente e si tiene conto che la Figc del presidente Giancarlo Abete è sommersa da una montagna di problemi irrisolti.

Prendendolo a paradigma della situazione che si è determinata, vorremmo condividere con i lettori di Calciopress un’interessante riflessione di Monica Valendino che attiene all’oscuramento mediatico cui sono condannati da tale insipienza l’Udinese e i suoi tifosi. Compare su www.ilfriuli.it/udineseblog, pregevole sito di riferimento dei tifosi bianconeri sparsi in Italia e nel mondo.

Vi invitiamo a leggerla cliccando su questo link (Sergio Mutolo).

Sa. Mig. – www.calciopress.net

 

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