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Sergio Mutolo

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(Calciopress – Sergio Mutolo) “Mala tempora currunt” per quanti si sono abituati a scialare senza criterio la montagna di soldi affluita nelle casse dei club grazie ai diritti televisivi versati dalle televisioni a pagamento.

Michel Platini non arretra di un centimetro. E’ deciso a portare avanti la sua crociata contro il calcio in rosso del terzo millennio. I messaggi che arrivano dalla sede Uefa di Nyon sono chiari e forti. “Il fair play finanziario va avanti. Non ci sarà nessuno slittamento”. Questo il ritornello che il numero uno del calcio europeo ripete in ogni occasione ufficiale.

Platini sa che dovrà vedersela con club recalcitranti. Al di là delle dichiarazioni di circostanza e di una generica adesione al tormentone financial fair play (ffp), le grandi e (super)indebitate società del calcio europeo sono riottose a farsi ingabbiare dalle nuove regole.

Ne vedremo delle belle, c’è da starne certi. Soprattutto quando rischierà l’eliminazione dalle Coppe europee qualche squadrone di rango rimasto impigliato nella rete dei controlli. E’ toccato quest’anno agli spagnoli del Maiorca (QUI i particolari, ndr), estromessi dalla Europa League a favore del Villareal. La Uefa non scherza sulle sanzioni. Accadrà sempre più spesso in un prossimo futuro.

Nel frattempo i passaggi previsti dal ffp vanno avanti a tappe forzate. Varrà la pena riassumerli ai più distratti, considerato che ormai siamo arrivati al capolinea. Tutti dovranno farci i conti, compresi i tifosi.

1. Dal 1 luglio 2011 le operazioni finanziarie messe in atto dai club saranno tutte rigorosamente monitorate ai fini del rilascio delle Licenze Uefa.

2. A partire dai bilanci in chiusura il 30 giugno 2012 entrerà in azione il Panel di controllo finanziario (CFC Panel). Un pool di esperti, coordinato dall’ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene, farà le pulci alle entrate e alle uscite. Chi si scosterà dai paletti fissati dal ffp e si allontanerà troppo dal pareggio di bilancio, sarà obbligato a presentare un piano di rientro. Il modello di riferimento è quello dell’Unione Europea, con i suoi rigidi parametri di Maastricht.

3. Nell’arco del triennio 2011-2014 sarà permesso un rosso di bilancio non superiore a 45 milioni di euro. In caso di sforamento, scatteranno le sanzioni decise dal CFC Panel. In rapporto alla sua entità potranno arrivare fino all’esclusione dalle Coppe europee (Champions/Europa League).

4. Nel successivo triennio 2014-2017 lo sforamento consentito sarà ulteriormente abbassato e dovrà essere contenuto entro il limite massimo di 30 milioni di euro.

5. I bilanci della stagione 2017-2018, quando il ffp andrà a regime, dovranno essere chiusi in parità.

“Un euro speso per ogni euro incassato”. L’ottica entro cui si muove il ffp è quasi banale nella sua semplicità. Sarà comunque tollerata una perdita fisiologica di bilancio, intorno ai 5 milioni di euro, per i club che immetteranno risorse in progetti legati alle infrastrutture del vivaio come pure alla costruzione e/o ristrutturazione degli stadi.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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