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(Calciopress – Sergio Mutolo) Nulla accade per caso. Le regole del Fair Play Finanziario introdotte dalla Uefa di Michel Platini sono figlie della situazione economica in cui versa la metà dei club del calcio europeo.

Nel report presentato lo scorso gennaio a Nyon, gli esperti della Uefa hanno segnalato una serie di criticità che mettono a forte rischio la stessa sopravvivenza del sistema.

Partendo dal presupposto che il financial fair play (ffp) è la conseguenza logica di un tale stato di cose, ci sembra utile e necessario passare in rassegna i dati salienti desunti dall’analisi del report.

1. Nel 2009 i proventi dei club di massima serie che confluiscono nelle 53 federazioni europee sono aumentati del 4,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra record di 11,7 miliardi di euro.

2. Nello stesso periodo i costi sono però quasi raddoppiati, portando la perdita complessiva al livello record di 1,2 miliardi (oltre la metà dei club censiti hanno bilanci in rosso).

3. Gli stipendi dei calciatori assorbono in media dal 61 al 64% dei ricavi, ma in Italia si arriva anche all’80-90%.

4. La crisi economica ha provocato una stasi nei movimenti di calciomercato con difficoltà finanziarie crescenti  per le società dei paesi “esportatori” (Francia, Olanda e Portogallo): circa 800 milioni di euro di pagamenti saranno saldati non prima di dodici mesi.

5. Gli investimenti nel settore giovanile restano nel complesso modesti.

6. L’affluenza media negli stadi non tende a crescere: è stabile o in diminuzione nella maggior parte dei campionati nazionali, anche per l’assenza di strutture adeguate.

7. Solo il 19% delle società ha uno stadio di proprietà e non può pertanto contare su un asset patrimoniale fondamentale.

I richiami dei punti 5, 6 e 7 sembrano diretti soprattutto all’Italia dove la legge sugli stadi è bloccata da oltre un anno e mezzo alla Camera. I club della Serie A Tim continuano a puntare tutto sui diritti tv, che per ora garantiscono circa un miliardo di euro a stagione (fallimento di Dahlia tv a parte).

Cosa potrebbe accadere al sistema calcio del Belpaese se le pay tv decidessero di smettere di essere la gallina delle uova d’oro, come il duopolio Sky-Mediaset sembra anticipare?

Sergio Mutolowww.calciopress.net

 

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