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(Calciopress-Stefano Cordeschi) L’Italia calcistica esce con le ossa rotte dalle competizioni europee. L’ultima, in ordine cronologico, a lasciare l’Europa è stata l’Inter di Leonardo. Lo ha fatto nel peggiore dei modi, contro uno Schalke 04 che di per sè non poteva essere considerato un ostacolo impossibile per i colori neroazzurri. Ma allo stesso modo, prima dell’Inter, sono state eliminate Milan e Roma rispettivamente contro Tottenham e Shakhtar Donetsk, che non rappresentano di certo il meglio che il calcio europeo possa proporre. Si può quindi parlare tranquillamente di crisi, suffragata da un Ranking Uefa sempre più lontano dalle posizioni di testa per quanto riguarda le nostre squadre.

E’ anche la sconfitta di una Lega Calcio, rappresentata dal presidente Beretta, che sembra essere impegnata esclusivamente alla conta dei denari provenienti dai diritti televisivi e pare ignorare i mali di un calcio sempre più alla deriva. E’ anche la sconfitta di un calcio che ha visto nel tempo allontanarsi i giocatori, italiani e stranieri, che non vedono più nel campionato nostrano un torneo ambito e competitivo. Senza contare la fuga all’estero dei veri allenatori, quelli capaci di fare calcio. Anche in questo caso ci riferiamo a tecnici italiani e stranieri.

Un movimento, quello italiano, che perde i pezzi strada facendo e ha una dirigenza capace di porre rimedio allo sfascio. Lo smacco europeo, la posizione occupata nel Ranking Uefa fa testo, è la prova provata che nessuno si è preoccupato a suo tempo del fenomeno. Oggi invece ci ritroviamo a fare i conti con una squadra in meno in Champions League, a partire dalla stagione 2012-2013. Intanto il Portogallo ci ha superato nella classifica annuale e la Francia ci tallona da vicino in quella del quinquennio. Quanti anni passeranno prima di recuperare la quarta squadra in Champions?

Un autogol clamoroso da parte della Lega e soprattutto dei presidenti delle società italiane, che vedranno limitarsi i posti alla corsa Champions. Di anno in anno resterà fuori una di quelle che, fino a poco tempo addietro, erano considerate le “quattro sorelle”. Solamente allora ci si renderà conto di quanto il calcio italiano stia andando alla deriva.Il colpo di grazia verrà dai tifosi, sempre più disincantati da un calcio che non sentono più loro, affossato dal business e dai malaffari.

Stefano Cordeschi – www.calcioprewss.net

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