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(Calciopress-Stefano Cordeschi) Quattro sconfitte nelle ultime cinque gare. Questo il magro bottino di un’Inter incapace di invertire la rotta e che palesa evidenti deficit sotto il profilo tecnico, fisico e psicologico. La squadra che nei momenti topici delle gare sapeva ribaltare le sorti dell’incontro, ora pare lontana parente di quella coriacea e dura a morire messa in campo da Mourinho. Leonardo, più che un allenatore, è sembrato essere un “amico” per la squadra: una tesi avvalorata anche dalle dichiarazioni di alcuni componenti della rosa neroazzurra.

Il recupero in campionato aveva illuso un po’ tutti, senza tenere conto di quanto questo torneo sia tecnicamente ben al di sotto rispetto ai precedenti . Una squadra comunque importante come l’Inter non avrebbe avuto molti problemi, in passato, a recuperare posizioni su rivali discontinui.

Lo smacco di Champions, dove i valori salgono, ha messo a nudo la pochezza tecnico-tattica di questa Inter che paga l’assenza di un condottiero in panchina. Mourinho in questo era stato maestro indiscusso. Si era preso in toto le responsabilità, ma anche la parola ultima su tutte le decisioni. Anche quelle strategiche spettanti alla società. Il presidente Moratti, sposando questo modus operandi, aveva saputo fungere per il tecnico portoghese da spalla ideale. Un ruolo negato poi a Benitez.

Leonardo non ha saputo essere il condottiero che occorreva all’Inter. Per inesperienza, ma anche perché nel calcio più che di amici c’è bisogno di allenatori veri. E Leonardo, persona encomiabile sotto il profilo umano, in panchina non ha saputo fin qui imporsi. Nel Milan prima, nell’Inter poi. Ora c’è bisogno di ricompattare le parti e dare una scossa a una squadra che sembra in caduta libera. Attenzione, perché il rischio è quello di scontrarsi con l’ennesima delusione stagionale, che potrebbe arrivare dalla Coppa Italia.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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