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(Calciopress – Lud. Vin.) In Serie A è in programma oggi, martedì 3 maggio, un’assemblea straordinaria di Lega che si preannuncia più aspra e litigiosa del solito.

Il presidente Maurizio Beretta (di fatto dimezzato, dopo il suo trasloco a Unicredit), cercherà di ricomporre la spaccatura in atto tra le cinque sorelle (Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma) e gli altri quindici club della massima serie nazionale.

Materia del contendere i bacini di utenza, sui quali si discute a vuoto da mesi, Non c’è accordo sulle modalità con cui dividere i 200 milioni di euro di diritti televisivi relativi a questa voce. Un tema sul quale siamo al muro contro muro (QUI i particolari, ndr). Le prospettive odierne sono tutt’altro che incoraggianti.

Il presidente del Parma nonchè consigliere della Lega calcio di Serie A, Tommaso Ghirardi,  si fa portavoce del disagio dei club medio-piccoli. Intervistato da La politica nel Pallone su Gr Parlamento, si dichiara pessimista sull’assemblea di oggi e sulle decisioni da prendere per il futuro della Lega: “Non sono ottimista sull’assemblea. Se si resterà sulle proprie posizioni non so cosa si potrà fare. Anche Beretta si trova a disagio. Le grandi hanno anche delle ragioni e sono logiche per restare al passo con i grandi club europei, ma questo non e’ responsabilità degli altri 15 club che fanno fatica a chiudere bilanci con perdite decenti”.

Sul ruolo delle medio-piccole il Ghirardi pensiero è chiaro: “Non si può pensare che le 15 piccole possano mantenere le 5 grandi. Se non ci fossero le altre 15 non so con chi potrebbero giocare. Non possiamo essere oggetti sacrificali. Abbiamo proposto e deliberato di dare mandato a tre società di fare un sondaggio per stabilire i bacini di utenza. Ora i legali stanno valutando il da farsi. Bisogna far tornare a dare la parola ai presidenti e non agli avvocati. L’assemblea è sovrana, poi non è detto che ad esempio il Parma prenda di più, ma almeno me ne farò una regione”.

Sullo stesso tema è intervenuto il presidente del Palermo Maurizio Zamparini, nel suo intervento a La Politica nel Pallone su Gr Parlamento. Il numero uno del club rosanero spera in una ricomposizione della spaccatura sui bacini di utenza: “Lega spaccata? Non è che sia spaccata su tante cose, lo è sulla distribuzione dei soldi. Non abbiamo un sistema che guarda i paesi più equanimi di noi”.

Zamparini ha un’idea chiara in mente: “Io farei la ripartizione all’inglese. Non sono d’accordo le quattro grandi e ora si è aggregato anche il Napoli, ma l’assemblea è sovrana. Il Consiglio non è che l’esecutore. Il Consiglio ha fatto una cosa gravissima mettendo ai voti una delibera assembleare (QUI i particolari, ndr). Si sta cercando di impedire ad una assemblea sovrana di prendere le decisioni. Io ho parlato con Galliani e ho consigliato di trovare una soluzione politica tra noi, senza mettere in mezzo gli avvocati. Bisognerebbe che ci fossero tutti i presidenti però e non gli amministratori delegati. Il ministero del buon senso, che manca in Italia, deve essere sentito in Lega”.

All’ordine del giorno anche la sostituzione di Beretta, che sta svolgendo ad interim il suo incarico in una fase di scelte strategiche che richiederebbero autorevolezza e carisma.

Ancora Zamparini lancia una proposta per la scelta del nuovo presidente della Lega di Serie A, quando Maurizio Beretta lascerà definitivamente la poltrona: “Il nuovo presidente della Lega? Io farei una rotazione. Un presidente delle 20 squadre di Serie A per sei mesi o un anno come rappresentanza e poi prenderei un grande dirigente, pagato bene dalla Lega che porti avanti lo sviluppo della Lega stessa”.

Lud. Vin. – www.calciopress.net

 

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